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mercoledì 14 Gennaio 2026
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Assessore a ventun anni: rispetto per Hiba Alif, ma il ruolo richiede esperienza

L’assessore alle Politiche giovanili, Agenda 2030, Politiche abitative e Pace del Comune di Ravenna, Hiba Alif, studentessa universitaria ventunenne, candidata (non eletta) in Consiglio comunale per Alleanza Verdi Sinistra alle ultime elezioni amministrative, ha scelto di rispondere con una lettera pubblica alle offese ricevute sui social riguardo alla sua giovane età e alle sue origini marocchine. Lo ha fatto con toni maturi e parole piene di visione e passione civile. Un testo che merita rispetto e attenzione. «Non del passato che divide, ma del futuro che unisce», scrive Alif, sottolineando l’urgenza di un cambiamento generazionale e culturale.

«Quando cammino per le strade di questa città, la mia città, dove sono nata, cresciuta, dove ho imparato a sognare, vedo una Ravenna che pulsa di energia giovanile spesso inascoltata. Vedo ragazze e ragazzi che hanno idee brillanti per la sostenibilità ambientale, che immaginano spazi urbani più vivibili, che inventano soluzioni digitali per problemi antichi». L’assessore parla di sostenibilità, inclusione, dialogo tra generazioni. E soprattutto rivendica: «Giudicatemi per quello che farò, non per quello che sono».

È giusto e doveroso condannare con fermezza ogni attacco personale, discriminatorio o razzista. A Hiba Alif va il massimo rispetto sul piano personale e la sincera solidarietà per gli insulti ricevuti, tanto stupidi quanto inaccettabili. Ma è altrettanto legittimo, in una democrazia matura, interrogarsi con buon senso sulla coerenza tra ruoli istituzionali e competenze. A ventun anni – senza precedenti esperienze amministrative, né come consigliere comunale, né come dirigente politico o funzionario – è difficile possedere gli strumenti necessari per governare deleghe complesse.

È plausibile che un assessore così giovane agisca, almeno inizialmente, più come figura simbolica o rappresentativa, affiancata da persone più esperte che ne orientano l’azione concreta. Non è una colpa, ma un dato di realtà. La politica è anche formazione, gradualità, capacità di negoziare, amministrare, decidere.

La presenza di giovani nelle istituzioni può essere preziosa e va incoraggiata, ma senza indulgere in scorciatoie simboliche che rischiano di svuotare di senso il ruolo stesso. Il futuro si costruisce davvero «mattone dopo mattone» – come scrive Hiba Alif – ma è importante che a posare quei mattoni siano mani competenti, oltre che entusiaste.

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