Viaggiano contromano nel cuore della città, in tratti stretti e pericolosi, tra curve cieche e incroci a raso. È la fotografia inquietante del trasporto pubblico urbano a Ravenna, denunciata da tutte le sigle sindacali del settore — Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Cisal e Usl — che hanno ufficialmente avviato la procedura per lo sciopero contro Start Romagna, l’azienda che gestisce il servizio.
Sul caso interviene anche Alvaro Ancisi, consigliere comunale della Lista per Ravenna – Ambiente e Animali, che porterà la questione in aula con un’interrogazione urgente: «Situazione gravissima, serve un intervento immediato del Comune», dichiara.
Linee forzate a manovre pericolose
Secondo i sindacati, i problemi sono noti da mesi ma mai affrontati. Il nodo è rappresentato dalla sostituzione degli autobus da 8 metri, ritirati per problemi meccanici, con mezzi da 12 metri inadatti a molte tratte urbane. Il risultato? Manovre contromano obbligate, invasi di corsia e rischi quotidiani per conducenti e passeggeri.
Ecco alcuni dei casi più critici segnalati: Via dei Poggi e via Foglia (linea 1), Via Piceno (linea 1B), Tratto tra via dell’Agricoltura e le case INA di via Sant’Alberto (linea 5), Svolta da via Romolo Ricci in via Bastione (linea 3)
«Le condizioni di guida non rispettano i criteri minimi di sicurezza», si legge nella nota inviata dai sindacati al Prefetto, all’Azienda Mobilità Romagna, al Comune e agli organi di vigilanza.
Autisti sotto accusa ma senza colpa
A preoccupare maggiormente le organizzazioni sindacali è il tentativo dell’azienda di scaricare la responsabilità sugli autisti, accusandoli di condotte improprie. Ma per i rappresentanti dei lavoratori è l’azienda stessa, in quanto datore di lavoro, ad avere l’obbligo di valutare tutti i rischi legati all’utilizzo di attrezzature inadeguate al contesto operativo.
I sindacati citano l’articolo 2054 del Codice Civile, che prevede la responsabilità del conducente solo se non ha fatto il possibile per evitare un danno. Ma nel caso di autobus non idonei forniti dall’azienda, la responsabilità — ribadiscono — non può ricadere sui lavoratori.
Segnalazione all’Ausl e attesa per lo sciopero
Il 28 giugno i sindacati si sono rivolti anche al Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro dell’Ausl Romagna, chiedendo una valutazione urgente sulla conformità delle condizioni di lavoro. Parallelamente, è già stata avviata la seconda fase delle procedure di raffreddamento, anticamera dello sciopero ufficiale.
Il Comune di Ravenna osserva in silenzio
Nella denuncia sindacale emerge con forza anche l’inerzia dell’amministrazione comunale, accusata di ignorare la gravità dei fatti. Eppure, Ravenna Holding, braccio finanziario del Comune, possiede il 24,51% di Start Romagna, il che rende l’ente pubblico uno degli azionisti principali.
A peggiorare il quadro, afferma il consigliere comunale, la recente nomina a presidente di Start Romagna di Andrea Corsini, ravennate, già assessore regionale del Pd, oggi figura centrale nella gestione della società.
Ancisi chiede risposte in Consiglio comunale
«Il Comune non può continuare a far finta di nulla», attacca Alvaro Ancisi, che chiede al sindaco di spiegare quali azioni intenda intraprendere per garantire la sicurezza di cittadini e lavoratori.
L’interrogazione che sarà discussa in Consiglio comunale punta a fare luce su una vicenda paradossale che rischia di trasformarsi, presto, in una vera emergenza cittadina.



