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martedì 14 Aprile 2026
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Bonus psicologico in Emilia-Romagna: il paradosso di un sostegno che raggiunge solo il 2%

L’emergenza della salute mentale in Emilia-Romagna si scontra con la realtà dei numeri: su oltre 26.000 domande presentate per il bonus psicologico, solo 665 sono state accolte. Il dato, emerso da una recente risposta dell’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi, certifica che appena il 2,6% dei richiedenti ha ottenuto il contributo statale per le sessioni di psicoterapia. Una forbice drammatica che evidenzia l’inadeguatezza delle risorse stanziate rispetto a un bisogno sociale sempre più pressante.

Sulla base di queste evidenze, il consigliere comunale Gianfranco Spadoni ha sollevato la questione con forza, evidenziando come la misura sia «assolutamente insufficiente» a fronteggiare stati di stress, ansia e fragilità psicologiche che colpiscono una platea vastissima. La sproporzione tra domanda e offerta non è solo un problema di budget, ma un segnale politico: emerge infatti la necessità per l’ente regionale di prevedere interventi aggiuntivi e strutturali per non lasciare migliaia di cittadini senza assistenza.

La sfida, tuttavia, non si esaurisce nel mero trasferimento economico. Secondo Spadoni, affrontare una «malattia complessa e sempre più diffusa» richiede scelte precise in termini di organico e investimenti nei servizi territoriali. Il bonus, pur utile, rappresenta una risposta temporanea che non può sostituire la necessità di adeguamenti assistenziali all’interno degli ospedali e dei distretti sanitari.

Il consigliere ha formalmente richiesto al Sindaco di portare il tema all’attenzione della Conferenza sanitaria territoriale. L’obiettivo è trasformare quella che oggi appare come una «vera emergenza» in una priorità d’agenda, garantendo risposte che siano economicamente sostenibili ma, soprattutto, professionalmente adeguate alle reali necessità della popolazione. La salute mentale non può restare una questione di graduatoria, ma deve tornare a essere un diritto garantito e accessibile.

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