RAVENNA – Le ruspe tacciono da oltre due settimane sulla Riserva Naturale dello Stato Duna di Porto Corsini, ma non per rispetto del calendario ecologico. Da venerdì 1° aprile il cantiere del Parco Marittimo è in stallo per un semplice, quanto problematico, ritardo nella fornitura dei materiali da costruzione. Nonostante il TAR dell’Emilia-Romagna abbia respinto la richiesta di sospensione cautelare dei lavori le macchine restano spente.
Sul fronte della duna, il paesaggio è quello di un’opera incompiuta. Centinaia di pali in castagno sono già stati infissi nel terreno sabbioso, ma mancano ancora le travi trasversali e i collegamenti longitudinali in abete. Soprattutto, è ancora assente il piano di calpestio in massaranduba, il pregiato legno amazzonico che dovrebbe formare la passeggiata sopraelevata. Non è stata realizzata nemmeno la gettata in «calcestre» necessaria per collegare il nuovo percorso alla Pineta, anch’essa area protetta.
A complicare ulteriormente il quadro, la recente variante approvata prevede l’installazione di ulteriori pali e cordini, con nuove trivellazioni su un ecosistema già stressato.
Il timore di lavori “rumorosi” in piena stagione riproduttiva
Le associazioni Italia Nostra Ravenna e Animal Liberation lanciano l’allarme: non appena arriverà il legname mancante, i mezzi meccanici (bobcat e motoseghe) potrebbero ripartire proprio nel periodo più delicato dell’anno per la fauna e la flora selvatica.
Secondo le normative ambientali, infatti, la fase di riproduzione degli animali e la fioritura di specie botaniche rare rendono “vietatissimo” l’impiego di macchinari pesanti. Le due associazioni denunciano inoltre che già nelle prime fasi del cantiere sarebbero stati distrutti alcuni esemplari protetti, alimentando il sospetto che l’unica vera urgenza sia quella di rispettare le scadenze imposte dai fondi del PNRR, piuttosto che tutelare il fragile equilibrio della riserva.
Unica duna in crescita attiva del Nord Adriatico
Al centro della contesa c’è uno degli ambienti più preziosi e rari del litorale ravennate: l’unica formazione dunale ancora in crescita attiva di tutta la regione, non compromessa dall’erosione costiera né dal cuneo salino.
Per le associazioni ambientaliste, la costruzione di un’infrastruttura a vocazione ludico-turistica all’interno di una Riserva Naturale dello Stato – per legge destinata esclusivamente alla conservazione – rappresenta una contraddizione in termini.
Intanto, mentre il direttore generale dell’ente gestore e l’amministrazione comunale attendono l’arrivo dei materiali, la battaglia legale continua. Il Tribunale Amministrativo Regionale dovrà pronunciarsi nel merito sulla variante progettuale e sugli atti autorizzativi, stabilendo se la tutela integrale della biodiversità possa ancora avere la meglio sulle esigenze della cantieristica pubblica finanziata con risorse europee.
La Duna di Porto Corsini resta così sospesa tra pale meccaniche ferme, legname esotico in arrivo e un futuro che si deciderà tra aule di tribunale e delicate equilibri ambientali.



