5.5 C
Ravenna
mercoledì 14 Gennaio 2026
spot_img
HomeAttualitàCena degli auguri degli agenti marittimi: il discorso di Cordone tra bilanci...

Cena degli auguri degli agenti marittimi: il discorso di Cordone tra bilanci e prospettive

Si è svolta ieri sera la tradizionale cena degli auguri dell’Associazione agenti marittimi, raccomandatari e mediatori marittimi dell’Emilia Romagna, un momento di incontro per l’intera comunità portuale ravennate. Il presidente Carlo Cordone ha aperto i lavori accogliendo le autorità presenti, tra cui il vice sindaco Eugenio Fusignani, il segretario generale dell’Autorità di sistema portuale Fabio Maletti, il direttore marittimo capitano di vascello Maurizio Tattoli, insieme ai rappresentanti di tutti i servizi portuali e delle associazioni di categoria.

L’anno delle «vacanze istituzionali»

Nel suo intervento, Cordone ha definito il 2025 come l’anno delle «vacanze», riferendosi non a quelle tanto desiderate, ma al «vuoto istituzionale che per diversi mesi ha interessato il nostro porto». Un evento «non solo straordinario ma anche storico»: il porto si è trovato contemporaneamente senza presidente dell’Autorità portuale, direttore marittimo e sindaco, «una cosa mai capitata prima e che ha destato non poche preoccupazioni tra le istituzioni e gli operatori».

Nonostante questo stallo decisionale, il presidente ha sottolineato come «l’andamento dei traffici non è stato penalizzato ma anzi ha registrato, soprattutto in alcuni settori, una significativa crescita positiva, a riprova che l’imprenditoria nel nostro porto è vitale anche nelle difficoltà».

Carlo Cordone

La ritrovata stabilità e i pescaggi

Oggi, ha evidenziato Cordone, «abbiamo recuperato quella stabilità istituzionale che era venuta meno» e i nuovi vertici «si sono dimostrati disponibili al confronto e a lavorare in sinergia». La prova concreta è arrivata nei giorni scorsi con l’emanazione del provvedimento di adeguamento dei pescaggi massimi ammissibili, seppur in via sperimentale. Il porto è ora «in trepidante attesa» di estenderlo a tutte le banchine e recuperare «il tanto auspicato 11m,50, per poter fare arrivare a Ravenna navi con sempre maggiori capacità».

La nuova ordinanza, ha ricordato il presidente, è stata «frutto di un lavoro congiunto tra autorità marittima, autorità di sistema portuale e servizi tecnico-nautici», rappresentando «il valore aggiunto del nostro sistema porto: lo spirito di collaborazione tra pubblico e privato a beneficio e vantaggio di tutta la portualità».

Le sfide future: infrastrutture e organici

Nonostante i dati positivi, Cordone ha avvertito che «non siamo a un punto di arrivo»: restano da completare dragaggi, rifacimento delle banchine e progetti infrastrutturali viari e ferroviari, che «richiedono, purtroppo, ancora tempistiche molto lunghe di realizzazione».

Un punto cruciale riguarda l’adeguamento degli organici degli uffici periferici dello Stato. «Non si può pensare di realizzare grandi progetti infrastrutturali e poi rischiare che non possano esprimere appieno il proprio potenziale perché i servizi essenziali sono rallentati per carenza di organici e mezzi», ha ammonito Cordone, chiedendo che il porto di Ravenna venga riconosciuto «per quello che è, un porto di interesse per tutto il paese Italia e non solo a livello locale».

Un pensiero ai marittimi

In chiusura, Cordone ha voluto ricordare che «la storia di ognuno di noi, legata al porto e lì quotidianamente vissuta, non sarebbe stata la stessa, senza i marittimi, perché tutto parte da loro». Quest’anno il tradizionale gadget natalizio dell’associazione è stato destinato al progetto Stella Maris per portare pacchi natalizi a bordo delle navi che transiteranno a Ravenna durante le festività. Un gesto concreto di gratitudine verso chi solca i mari, ribadendo il motto che accompagna sempre l’associazione: «La nave siamo noi».

ARTICLI CORRELATI
- Advertisment -spot_img

ULTIMI ARTICOLI