Un progetto innovativo nato a Riccione promette di rivoluzionare l’accesso alle chiese italiane attraverso la tecnologia digitale
Riccione – In un’epoca in cui la tecnologia ridefinisce ogni aspetto della vita quotidiana, anche la spiritualità trova nuove forme di espressione digitale. «Cercami», l’applicazione mobile ideata dal riccionese Antonio Di Fuccia insieme all’americano Mike Desandre, rappresenta una rivoluzione silenziosa nel modo in cui i fedeli – e non solo – si rapportano con il patrimonio ecclesiastico italiano.
Il progetto nasce da una considerazione tanto semplice quanto illuminante: rendere le parrocchie accessibili a chiunque, ovunque, in qualunque momento. Una necessità che assume dimensioni considerevoli se si pensa che nel nostro Paese vivono oltre 43 milioni di cristiani e ogni anno più di 35 milioni di persone varcano le soglie delle chiese, spinte dalla fede o dalla curiosità turistica.
«L’app è nata da un’esigenza che ho sentito in modo personale», spiega Di Fuccia, sottolineando come la digitalizzazione della fede non significhi snaturarne l’essenza, ma piuttosto amplificarne la portata. L’applicazione si propone come punto di riferimento digitale della comunità cristiana italiana, dando particolare attenzione alle parrocchie più piccole o geograficamente isolate, spesso dimenticate dai grandi circuiti informativi.
Un ecosistema digitale per la spiritualità
«Cercami» non è semplicemente un’applicazione, ma un vero e proprio ecosistema digitale che racchiude in un’unica piattaforma gratuita funzionalità fino ad ora frammentate. Gli utenti possono consultare orari di messe e confessioni, scoprire iniziative parrocchiali, accedere a contatti diretti di parroci e collaboratori, esplorare cammini di fede e attività per giovani e famiglie.
La dimensione culturale non viene trascurata: l’app permette di approfondire storia, architettura e curiosità delle chiese, trasformando ogni visita in un’esperienza arricchente. Il sistema di filtri consente ricerche mirate in base alle specifiche esigenze, che si tratti di oratori, corsi prematrimoniali o opportunità di volontariato.
«Il patrimonio culturale italiano è rappresentato quasi per la sua totalità dalle chiese», evidenzia Di Fuccia, riferendosi alle circa 85.000 strutture visitabili presenti sul territorio nazionale. Una ricchezza che «Cercami» intende valorizzare, permettendo a credenti e non credenti, locali e turisti, di scoprire la ricchezza spirituale, culturale e sociale che ogni edificio sacro può offrire.
La sfida della diffusione
Nonostante l’applicazione sia completamente sviluppata e funzionante, gli ideatori si trovano ora ad affrontare la sfida più complessa: farla conoscere al grande pubblico. Per questo motivo è stata lanciata una campagna di crowdfunding su GoFundMe, che fino ad ora ha raccolto 415 euro, con l’obiettivo di finanziare campagne pubblicitarie mirate su Facebook, Instagram, YouTube e Google.
«Il vostro contributo servirà a produrre video, reel e contenuti accessibili per ogni fascia d’età», spiega Di Fuccia, delineando una strategia comunicativa che punta sulla semplicità e l’inclusività. L’obiettivo è stabilire collaborazioni con parrocchie, comunità e pagine religiose, creando una rete capillare di diffusione del progetto.
La trasparenza rappresenta un valore fondamentale per il team: tutti i sostenitori potranno seguire l’andamento del progetto attraverso i canali social dedicati, monitorando come vengono utilizzati i fondi raccolti. «Con il vostro aiuto, la fede non si spegne: si diffonde», conclude Di Fuccia con una formula che sintetizza perfettamente la filosofia del progetto.



