RAVENNA – L’antica capitale dell’Impero Bizantino, custode di otto siti Unesco patrimonio dell’umanità, si trova oggi a fare i conti con una realtà ben diversa dalla sua gloriosa storia millenaria. Il centro storico della città romagnola, che dovrebbe rappresentare il fiore all’occhiello turistico e culturale, versa in uno stato di degrado che ha spinto l’opposizione comunale a lanciare un durissimo atto d’accusa contro l’amministrazione.
La denuncia arriva dalla consigliera comunale di Fratelli d’Italia Anna Greco, che in un comunicato del 14 agosto ha delineato un quadro preoccupante: «Da una città come Ravenna ci si aspetterebbe che il centro storico fosse tenuto come il salotto buono della città, biglietto da visita per i turisti». La realtà, invece, racconta di anni di incuria sistematica che hanno trasformato le vie del cuore pulsante cittadino in teatro di un lento ma inesorabile declino.
Il volto nascosto della città dei mosaici
Le arterie principali del centro, via Cavour e via Diaz, presentano un panorama desolante che stride con la magnificenza dei monumenti paleocristiani e bizantini per cui Ravenna è celebrata nel mondo. Negozi chiusi con vetrine sporche, in violazione del Regolamento di Polizia Urbana che imporrebbe la copertura con carta bianca e il mantenimento decoroso dei locali. L’erba cresce indisturbata lungo il perimetro degli edifici, mentre le deiezioni animali macchiano i muri storici, testimoni di comportamenti incivili tollerati dall’amministrazione.
Gli arredi urbani raccontano la stessa storia di abbandono: cassonetti dei rifiuti completamente imbrattati, alloggiamenti dei contatori vandalizzati, segnaletica stradale deturpata. Perfino l’Università di Bologna, con la sede del dipartimento di Beni Culturali in via degli Ariani, non è immune dal degrado: le colonne del porticato risultano imbrattate e l’intera facciata all’angolo con via Diaz è stata vandalizzata.
Quando il degrado penalizza l’economia
Il problema non è solo estetico ma si traduce in concrete ripercussioni economiche. Gli operatori di bar e ristoranti lamentano la proliferazione di zanzare che scoraggia gli avventori dalle consumazioni serali all’aperto, con evidenti perdite di fatturato. In via Mafalda di Savoia, all’angolo con Piazza Kennedy, locali chiusi giacciono in stato di abbandono tra piante secche ed erbacce.
La situazione si aggrava nella storica Rocca Brancaleone, a due passi dal Mausoleo di Teodorico. L’area verde presenta erba alta, stradelli dissestati e buche pericolose per pedoni, carrozzine e persone con difficoltà motorie. L’area cani risulta completamente impraticabile, coperta di erbacce e deiezioni, nonostante le numerose segnalazioni dei cittadini attraverso l’app comunale “Comuni-Chiamo” rimaste inevase.
L’appello al nuovo sindaco
Di fronte a questo «quadro desolante», la consigliera Greco si appella al sindaco appena insediato e alla sua giunta perché si attivino «rapidamente realizzando un programma lungimirante di manutenzione ordinaria e straordinaria per il rilancio del Centro Storico». La richiesta è chiara: ripristino immediato del decoro urbano e applicazione integrale del Regolamento di Polizia Urbana in vigore dal novembre 2020.
La sfida per Ravenna è duplice: da un lato preservare e valorizzare il patrimonio artistico che l’ha resa celebre nel mondo, dall’altro restituire dignità urbana a una città che rischia di vedere compromessa la propria vocazione turistica e culturale. Il contrasto tra la magnificenza dei mosaici di Sant’Apollinare e San Vitale e lo stato delle strade che vi conducono rappresenta forse la metafora più eloquente di una città chiamata a scegliere tra passato glorioso e presente trascurato.
La prossima mossa spetta all’amministrazione comunale: Ravenna saprà ritrovare lo splendore che le compete o continuerà a nascondere i suoi tesori dietro una cortina di degrado urbano?



