Il consigliere regionale Alberto Ferrero, coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, ha presentato un’interrogazione formale alla Giunta dell’Emilia-Romagna relativa alla rassegna culturale «Acqua», promossa da Ater Fondazione con il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. L’iniziativa, programmata dal 13 settembre al 5 novembre nei dieci Comuni della Bassa Romagna, prevede un calendario di eventi culturali incentrati sui temi del cambiamento climatico e delle conseguenze delle recenti alluvioni.
La manifestazione ospita personalità di rilievo nazionale tra cui l’attore Stefano Accorsi, il botanico Stefano Mancuso e il meteorologo Andrea Giuliacci, attraverso un programma che comprende spettacoli teatrali, conferenze scientifiche, concerti e incontri pubblici con l’obiettivo dichiarato di sensibilizzare i cittadini sui temi ambientali.
Le questioni sollevate dall’interrogazione
Ferrero, pur riconoscendo l’importanza dei temi trattati dalla rassegna, ha espresso preoccupazioni circa quello che definisce un approccio «orientato verso una narrazione ideologica volta a farci credere che le alluvioni siano tutte colpa del solo Cambiamento Climatico». L’interrogazione richiede chiarimenti specifici su diversi aspetti dell’iniziativa.
Le domande formulate dal consigliere regionale riguardano innanzitutto l’entità del contributo finanziario eventualmente erogato dalla Regione per la realizzazione della rassegna e i criteri adottati per la selezione degli eventi e degli artisti coinvolti. Particolare attenzione viene rivolta al coinvolgimento delle scuole del territorio e agli obiettivi educativi perseguiti attraverso questa partecipazione.
Un punto centrale dell’interrogazione concerne la rappresentatività dell’approccio adottato e la sua presunta neutralità politica. Ferrero chiede garanzie sul fatto che l’iniziativa possa essere considerata «realmente rappresentativa di un approccio non politicizzato».
Il dibattito su cultura e risorse pubbliche
L’interrogazione solleva questioni più ampie sul rapporto tra cultura, finanziamento pubblico e neutralità politica. Secondo il consigliere di Fratelli d’Italia, «ogni progetto culturale sostenuto con risorse pubbliche debba essere improntato alla massima trasparenza e sappia valorizzare tutte le voci della nostra società».
La posizione espressa nell’interrogazione sostiene che «la cultura non deve diventare uno strumento di propaganda, ma un’occasione di crescita condivisa, capace di unire e non di dividere». Questa affermazione riflette un dibattito più ampio sul ruolo delle istituzioni culturali e sulla loro presunta neutralità in temi di rilevanza sociale e ambientale.
Il riferimento al Piano di gestione del rischio alluvioni
Un elemento significativo dell’interrogazione è il richiamo al Piano di gestione del rischio alluvioni del giugno 2013. Ferrero esprime il timore che il denaro pubblico venga utilizzato per «organizzare una rassegna con la sola finalità di autoassolvere le amministrazioni dai tanti errori compiuti nella gestione del territorio».
Il consigliere regionale sostiene che «se fosse stato speso per realizzare quanto che era previsto nel Piano di gestione del rischio alluvioni del giugno 2013, molti danni si sarebbero potuti evitare», collegando così la discussione sulla rassegna culturale a questioni più ampie di gestione territoriale e prevenzione del rischio idrogeologico.
Il contesto delle alluvioni in Emilia-Romagna
La Regione Emilia-Romagna ha vissuto negli ultimi anni episodi alluvionali significativi che hanno interessato in particolare le aree della Romagna. Questi eventi hanno innescato un dibattito pubblico sulle cause, che vedono confrontarsi diverse interpretazioni tra fattori climatici globali e responsabilità nella gestione del territorio.
La rassegna «Acqua» si inserisce in questo contesto come iniziativa di sensibilizzazione culturale, ma l’interrogazione di Ferrero evidenzia come anche le attività culturali possano diventare oggetto di scrutinio politico quando utilizzano risorse pubbliche e affrontano temi controversi.
La risposta della Giunta regionale all’interrogazione fornirà elementi per valutare sia la trasparenza nell’utilizzo dei fondi pubblici sia l’approccio adottato nella comunicazione sui temi ambientali e climatici attraverso iniziative culturali.



