RAVENNA – La gestione del patrimonio arboreo nei pressi dei siti storici torna al centro del dibattito pubblico a Ravenna. Al centro della vicenda vi sono i pini monumentali che sorgono nell’area del complesso della Basilica di San Vitale e del Mausoleo di Galla Placidia, beni inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. La notizia della chiusura straordinaria del sito, programmata per giovedì 25 giugno, ha riacceso il confronto tra le associazioni del territorio e i soggetti preposti alla tutela e alla sicurezza dell’area.
La questione ha avuto inizio nei mesi scorsi a seguito di una segnalazione formale sulla stabilità delle alberature, che ha dato il via a una prima perizia tecnica volta a valutare il rischio di cedimento statico delle piante. Successivamente, i comitati locali «Salviamo i pini di Lido di Classe e Ravenna» e l’associazione Italia Nostra hanno commissionato e depositato una Relazione Tecnica Asseverata, redatta dal dottore forestale Gian Pietro Cantiani. Tale documento, basato su un’analisi visiva delle alberature, attesta il buono stato di salute dei pini, contrastando le ipotesi di un pericolo imminente di crollo.
Le associazioni segnalano di aver proposto a Soprintendenza, Comune e Diocesi una collaborazione scientifica gratuita per effettuare indagini strumentali approfondite, finalizzate a contemperare la pubblica incolumità con la salvaguardia dello storico skyline della zona. Al momento, gli enti non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito all’accoglimento di tale proposta o alle motivazioni specifiche della chiusura del 25 giugno.
Sul piano del dialogo istituzionale, le associazioni hanno evidenziato una differente reazione da parte delle autorità ecclesiastiche interpellate. I comitati civici hanno espresso rammarico per l’assenza di un riscontro formale da parte dell’arcivescovo di Ravenna-Cervia, monsignor Lorenzo Ghizzoni. Al contrario, l’attenzione dei firmatari si è concentrata sulla correttezza istituzionale del cardinale Matteo Zuppi; pur rilevando l’incompetenza territoriale dell’arcidiocesi bolognese su vicende di pertinenza ravennate, il presidente della CEI ha scelto di fornire un riscontro diretto ai comitati e a Italia Nostra. Nel frattempo, è stata formalizzata una richiesta di accesso agli atti per esaminare i documenti tecnici e i decreti amministrativi che determineranno l’eventuale abbattimento o la conservazione degli esemplari.



