LUGO – Esiste un confine invisibile, fatto di isolamento e terapie debilitanti, che rischia di separare gli adolescenti affetti da patologie oncologiche dal proprio percorso di crescita civile e intellettuale. Domenica 15 febbraio, in concomitanza con la Giornata Mondiale contro i Tumori Infantili, la Romagna ha risposto a questa criticità sociale attraverso l’iniziativa «Una Piega per lo IOR». L’evento, coordinato dall’Istituto Oncologico Romagnolo, ha trasformato dieci spazi pubblici in saloni di bellezza temporanei, mobilitando oltre 200 professionisti del settore e 1.225 cittadini tra le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e le città di Imola, Argenta e Pesaro.
Analisi dei dati e impatto territoriale
Il bilancio complessivo della giornata attesta una raccolta fondi prossima ai 28.000 euro. Un dato che non riflette solo un atto di generosità diffusa, ma una precisa strategia di sussidiarietà orizzontale. La città di Lugo si è distinta come il polo più attivo dell’intera rete: presso la sede di via F. Taglioni, 321 partecipanti hanno generato un gettito superiore ai 7.000 euro, confermando la Bassa Romagna come area di massima densità solidale per l’edizione corrente.
Sotto il profilo logistico, l’operazione è stata resa possibile dalla gratuità delle prestazioni professionali e dalla fornitura esterna dei prodotti tecnici, minimizzando i costi di gestione per massimizzare il conferimento al fondo di destinazione. Le donazioni — calibrate su una soglia minima di 20 euro per il servizio di acconciatura e 10 euro per l’estetica — confluiranno interamente nel Progetto «FuoriClasse».
Il Progetto «FuoriClasse»: istruzione come protocollo di cura
L’obiettivo documentato dell’iniziativa è il finanziamento dell’istruzione domiciliare completa per studenti e studentesse che, a causa di sistemi immunitari compromessi, non possono frequentare le lezioni in presenza. Sebbene l’ordinamento preveda già forme di supporto scolastico, il progetto IOR — in convenzione con l’Ufficio Scolastico Regionale — mira a colmare le lacune strutturali, garantendo la copertura non solo delle materie d’indirizzo, ma dell’intero programma ministeriale.
Secondo le stime relative all’anno scolastico 2024-2025, sono già quattro gli studenti delle scuole superiori nel territorio romagnolo che hanno necessitato di questo servizio. Come sottolineato dalla direzione generale dello IOR, la continuità didattica non rappresenta unicamente un adempimento burocratico o un diritto allo studio, ma si configura come una vera e propria tappa del processo di cura. Mantenere il legame con la formazione significa, per un adolescente, non percepire la malattia come una sospensione definitiva della propria identità sociale.
La raccolta fondi non si esaurisce con la giornata evento: il crowdfunding resterà attivo fino ad aprile sulla piattaforma istituzionale, puntando a garantire la sostenibilità di lungo periodo alle borse di studio per i docenti coinvolti.



