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mercoledì 14 Gennaio 2026
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Il Falcone maltese

Nel 1530 i Cavalieri di San Giovanni trovarono una nuova sede: l’isola di Malta.
Questi cavalieri avevano costituito un ordine di monaci-guerrieri al tempo delle Crociate, ma dopo aver dovuto abbandonare la Terra Santa si erano rifugiati a Rodi. Anche lì, però, era arrivato il lungo braccio del Sultano, costringendoli a riparare verso l’Italia.

Un monaco amalfitano, Gerardo Sasso, dopo l’anno Mille aveva dato vita all’Ordine con lo scopo di assistere e curare i pellegrini cristiani diretti in Palestina, difendendoli anche con le armi, quando necessario.

Re Carlo V concesse loro in feudo l’isola di Malta — all’epoca dipendenza della Sicilia — e la città di Tripoli, in Libia. In cambio, i Cavalieri si impegnavano a combattere l’Islam, a non attaccare mai l’Italia meridionale, a non dare asilo ai ricercati e a nominare un italiano a capo della flotta dell’Ordine, che era forte e agguerrita.

Inoltre, secondo l’uso medievale, i cavalieri dovevano rendere omaggio al re ogni anno con un falco, come tributo di sudditanza e simbolo di sovranità limitata. A ogni ricorrenza di Ognissanti, il rapace — vivo — doveva essere consegnato al monarca. Si trattava di un Falco della Regina, un uccello il cui stesso nome evoca la regalità. Diffuso nel bacino mediterraneo, il suo nome scientifico è Falco Eleonorae, derivato da Eleonora d’Arborea, sovrana di Sardegna nel XIV secolo, che ne proibì la caccia.

Si racconta che, volendo manifestare particolare gratitudine e vicinanza a Carlo V, i Cavalieri, in un’occasione, invece di inviargli il volatile in carne e piume, gli spedissero un falco d’oro massiccio, tempestato di smeraldi, diamanti, rubini e altre pietre preziose: un oggetto dal valore inestimabile.

Nel 1930 lo scrittore americano Dashiell Hammett pubblicò Il Falcone Maltese, narrando che la preziosa scultura partì, ma non arrivò mai. Forse fu persa in una tempesta, insieme alla nave che la trasportava; forse fu rubata da pirati musulmani. Chissà… Il romanzo ebbe grande successo, ma ancora di più lo riscosse il film del 1941, Il mistero del falco, diretto da John Huston e interpretato da Humphrey Bogart. La pellicola divenne un cult movie, e le sue atmosfere misteriose e morbose affascinano ancora oggi.

Nella storia, diversi personaggi sono sulle tracce del falcone d’oro, riemerso da qualche nascondiglio dopo secoli di oblio, capace di suscitare la cupidigia — ben motivata — di trafficanti, ladri e faccendieri di ogni risma.

Lo scrittore americano aveva inventato una storia affascinante, senza precise basi storiche, realizzando il sogno di ogni narratore: descrivere qualcosa che non esiste, ma che sembra più vero del vero. Del resto, migliaia di lettere arrivano ogni anno all’indirizzo di Sherlock Holmes a Baker Street, a Londra — luogo che, ovviamente, non ha mai ospitato il detective nato dalla mente di Arthur Conan Doyle. E anche a Verona giungono missive indirizzate a Giulietta e Romeo, alle quali il Comune risponde con sollecitudine.

I Cavalieri, comunque, consegnarono regolarmente il loro falco al re delle Due Sicilie — succeduto al re di Spagna — fino al 1798, quando Napoleone invase Malta. Cacciò i membri dell’Ordine, che furono massacrati e saccheggiati da una folla inferocita. Non incontrò resistenza, perché quei temibili combattenti avevano giurato di non alzare mai le armi contro i cristiani, per nessuna ragione. Ciò che non era riuscito ai “maomettani” riuscì ai francesi e a una parte dei maltesi, tutti cattolici.

L’Ordine vagò tra diverse sedi, finché non trovò quella definitiva a Roma, dove risiede tuttora.

Il Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) incarna una forma attenuata di Stato: mantiene e riceve ambasciatori da e in numerosi Paesi, anche non cattolici. Nel XVII secolo ricevette perfino dalla Francia alcune isole dei Caraibi come colonia, ma le restituì senza mai insediarsi stabilmente.

Del falcone prezioso non esiste alcuna traccia certa, ma molti credono che esista ancora, nascosto in qualche tenebroso sotterraneo di un palazzo o sepolto tra le rovine di un antico fortilizio.

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