La pizza napoletana, simbolo universale della cucina italiana, sta vivendo un’inaspettata espansione nei Paesi del Golfo. Dopo il record mondiale stabilito a Dubai lo scorso novembre — con una fila di 2.059 margherite lunga oltre 650 metri — il fenomeno si sposta ora in Arabia Saudita, dove la tradizione pizzaiola incontra un mercato in rapida evoluzione.
A cogliere questa opportunità è Molino Spadoni, storica azienda romagnola con sede a Coccolia (RA), specializzata nella produzione di farine per pizza di alta gamma. Per la prima volta, il molino partecipa al 14° HORECA Riyadh 2025, una delle più importanti fiere del food service in Medio Oriente, in corso dal 15 al 17 dicembre nella capitale saudita.
L’evento, punto di riferimento per operatori del settore dell’ospitalità, attira chef, distributori e imprenditori da tutto il mondo, offrendo show culinari, workshop tecnici e competizioni professionali. Sullo stand del distributore locale Squiby Foods, Molino Spadoni presenta il meglio del suo catalogo, con un ospite d’eccezione: Gaetano Garofalo, pizzaiolo campano recentemente secondo classificato al Campionato Mondiale della Pizza nella categoria Pizza Napoletana STG.
Garofalo prepara in diretta le sue creazioni utilizzando «Chella llà», la farina tipo “0” sviluppata da Molino Spadoni e ufficialmente approvata dall’Associazione Verace Pizza Napoletana. Accanto a questa novità, l’azienda espone anche le sue referenze più note — come PZ3 e PZ4, ideali per pizze tradizionali o ad alta idratazione — e prodotti tecnici come Madre Pizza, Staccapizza e il Lievito di birra secco attivo, pensati per i professionisti del settore.
La partecipazione a Riyadh non è un’iniziativa isolata, ma si inserisce in una strategia internazionale sempre più strutturata. «I mercati esteri rappresentano oggi circa il 33% del nostro fatturato», spiega Leonardo Spadoni, amministratore delegato dell’azienda. «“L’Arabia Saudita è, nell’area mediorientale, il mercato principale e quello in più rapida crescita, grazie alle nuove politiche di apertura al turismo e agli investimenti nella ristorazione promossi dalla famiglia reale».
L’azienda romagnola ha già siglato un accordo con uno dei due principali player del canale horeca saudita, e prevede di affiancare il partner con dimostrazioni tecniche e supporto alla forza vendita, rivolti a catene di hotel, ristoranti e pizzerie.
La pizza, dunque, diventa ambasciatrice non solo del gusto italiano, ma anche di un’intera filiera agroalimentare di qualità. E mentre i forni si accendono a Riyadh, è la Romagna — con la sua tradizione molitoria e la sua vocazione all’innovazione — a macinare nuove opportunità, farina dopo farina, in un mercato globale sempre più affamato di autenticità.



