AVENNA – Un question time dai toni provocatori scuote il dibattito politico ravennate. Il consigliere Alberto Ancarani ha presentato un’interrogazione formale al sindaco e alla giunta comunale per chiedere chiarimenti dettagliati sulla partecipazione dell’amministrazione alla giornata nazionale del digiuno contro quello che viene definito «presunto genocidio a Gaza».
L’interrogazione, datata 28 agosto 2025, nasce dalla comunicazione ufficiale apparsa sul sito del Comune di Ravenna e sui canali social dell’ente, che annunciava l’adesione dell’amministrazione all’iniziativa. La mancanza di specificazioni sulle modalità concrete di partecipazione ha spinto Ancarani a formulare una serie di domande che mescolano aspetti amministrativi, sanitari ed economici.
Le tre ipotesi sulla partecipazione
Nel documento, il consigliere formula tre possibili scenari relativi alle modalità di adesione al digiuno: la partecipazione totale di tutti i membri della giunta per l’intera giornata, limitandosi all’assunzione di soli liquidi; la partecipazione parziale di alcuni componenti; oppure il digiuno limitato a singoli pasti della giornata, escludendo ad esempio la cena.
Particolare attenzione viene rivolta alla posizione del vicesindaco, descritto come «capo locale di uno dei Partiti più filoisraeliani della Prima e Seconda Repubblica», con specifica richiesta di chiarimento sulla sua eventuale partecipazione e sui pasti ai quali avrebbe rinunciato.
Richieste di rendiconto medico ed economico
L’aspetto più controverso dell’interrogazione riguarda la richiesta di un bollettino medico per tutti i membri della giunta che abbiano partecipato al digiuno, «al fine di conoscere pubblicamente le conseguenze negative autoinflittesi dai partecipanti». Ancarani sostiene che un digiuno «non religioso ma comunicato pubblicamente in maniera istituzionale merita di essere rendicontato nei minimi particolari».
Sul fronte economico, l’interrogazione solleva la questione del possibile risparmio derivante dalla rinuncia ai pasti da parte dei membri della giunta, chiedendo specificazioni sull’ammontare che l’ente potrebbe trattenere dalle indennità in vista del bilancio previsionale 2026.
Le tre domande formali
Il question time si articola in tre quesiti specifici: dove e quando sia possibile ottenere un bollettino medico delle condizioni dei membri della giunta sottoposti alla privazione dei pasti; se il vicesindaco repubblicano abbia effettivamente preso parte al digiuno; quale «tesoretto» il Comune di Ravenna possa contare per i pasti non consumati in vista del bilancio 2026.
L’interrogazione si inserisce nel dibattito più ampio sulle prese di posizione delle amministrazioni locali su questioni di politica internazionale, sollevando interrogativi sui limiti e le modalità di espressione istituzionale su temi divisivi.
Il documento sarà presentato al primo Consiglio comunale utile, dove sindaco e giunta dovranno fornire risposte ufficiali alle questioni sollevate. L’iniziativa di Ancarani rappresenta un esempio delle tensioni politiche locali generate dalle prese di posizione su conflitti internazionali e delle diverse interpretazioni sulla legittimità dell’attivismo istituzionale.



