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L’enigma della passerella sul Savio: un ponte fantasma tra ritardi e fondi PNRR a rischio

RAVENNA – Il progetto doveva rappresentare la svolta per la mobilità dolce tra Lido di Classe e Lido di Savio, ma oggi quella passerella ciclopedonale sembra un miraggio svanito tra le carte dei palazzi comunali. L’opera era stata annunciata nel giugno del 2023 dall’allora sindaco Michele de Pascale come un tassello fondamentale della Ciclovia Adriatica. L’obiettivo dichiarato era garantire la sicurezza di pedoni e turisti attraverso un nuovo attraversamento del fiume Savio, parallelo al vecchio ponte stradale.

Le risorse per realizzare l’intervento non mancavano affatto. Il Ministero della Cultura aveva infatti stanziato tre milioni e trecentomila euro nell’ambito del Piano nazionale di interventi complementari al PNRR. Si trattava di una copertura integrale che avrebbe dovuto mettere al riparo il Comune da qualsiasi incertezza finanziaria, legando però la realizzazione a scadenze europee estremamente rigide.

Il percorso amministrativo era iniziato sotto i migliori auspici con l’approvazione del progetto esecutivo alla fine del 2023. Nel marzo del 2024 era avvenuta anche la consegna formale del cantiere all’impresa aggiudicataria, un atto che solitamente precede di pochi giorni l’arrivo dei mezzi operativi. Da quel momento in poi è calato il silenzio e nessuna ruspa ha mai fatto la sua comparsa sulle sponde del fiume.

Le risposte fornite dall’amministrazione alle ripetute richieste di chiarimento hanno delineato un quadro fatto di intoppi tecnici e rinvii burocratici. Gli uffici comunali hanno spiegato di essere in attesa di documenti cruciali da parte della ditta, tra cui il cronoprogramma aggiornato e la relazione sulle modalità di intervento nell’alveo fluviale. Questi atti sono indispensabili per ottenere il nulla osta dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale, l’ente che deve garantire la tenuta idraulica del sito.

Nonostante le rassicurazioni arrivate a settembre dall’assessora regionale Irene Priolo, che indicava la fine dell’estate come momento per l’avvio effettivo dei lavori, il cantiere resta deserto mentre l’inverno è già iniziato. La preoccupazione cresce perché l’opera non figura nel piano triennale degli investimenti per il periodo che va dal 2026 al 2028. Questo dettaglio, unito alle recenti dichiarazioni dell’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani sulle difficoltà di completare il Parco Marittimo, alimenta il sospetto che i fondi europei possano andare perduti.

Il caso è diventato oggetto di una dura battaglia politica. Alvaro Ancisi, leader di Lista per Ravenna, ha presentato un’interrogazione per chiedere risposte definitive sul destino dell’infrastruttura. Il timore dei residenti e dei sostenitori della mobilità sostenibile è che la passerella si trasformi nell’ennesima opera incompiuta, vittima di una burocrazia che corre molto più lenta delle scadenze imposte dall’Europa.

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