RAVENNA — Martedì 29 luglio alle 15.30 il Consiglio comunale di Ravenna affronterà una delle questioni più controverse degli ultimi mesi: il futuro dei 39 pini ancora in piedi lungo viale Romagna a Lido di Savio. L’assessore ai Lavori pubblici Massimo Cameliani risponderà all’interrogazione del capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, mentre fuori dall’aula si annuncia la presenza del comitato cittadini “Salviamo i pini di Lido di Savio e Ravenna”.
La vicenda nasce dal progetto di riqualificazione del Parco Marittimo, approvato dalla giunta de Pascale il 28 dicembre 2023. Un intervento presentato all’insegna della «valorizzazione degli elementi naturali di qualità paesaggistica» che ha però portato all’abbattimento di 23 dei 72 pini storici del viale principale della località balneare.
La petizione e i test controversi
La mobilitazione dei residenti non si è fatta attendere. Una petizione con quasi tremila firme ha spinto il Comune a sottoporre gli alberi a prove di trazione, un tipo di analisi normalmente riservato a esemplari in condizioni visibilmente critiche. L’incarico, del valore di 23mila euro, è stato affidato all’agronomo Giovanni Morelli per testare venti pini.
I risultati hanno decretato il destino di dieci alberi: giudicati a rischio di crollo imminente, sono stati abbattuti il 17 luglio scorso. Altri cinque sono stati valutati in condizioni quasi critiche. Ma è proprio sulla metodologia utilizzata che si concentrano le contestazioni.
I dubbi sui parametri utilizzati
Il comitato cittadini ha sottoposto i test a verifica presso l’inventore delle prove di trazione, l’ingegnere tedesco Lothar Wessolly. L’esito ha sollevato interrogativi significativi: secondo l’esperto di Stoccarda, il parametro utilizzato per valutare l’azione del vento non sarebbe stato quello corretto per il contesto specifico di Lido di Savio.
Gli alberi sarebbero stati valutati come se fossero esposti in campo aperto, senza considerare la protezione offerta dalla doppia cortina di edifici che caratterizza il viale. Con il coefficiente corretto indicato da Wessolly (0.32 invece dello 0.16 utilizzato), i pini si troverebbero «nella massima condizione di sicurezza».
Le domande senza risposta
Nell’interrogazione, Ancisi pone questioni concrete che attendono risposta. Delle venti prove commissionate, ne sono state effettuate solo quindici: quando saranno completate le rimanenti? E soprattutto: quale parametro sarà utilizzato per valutare i 39 pini ancora in piedi?
Il nodo politico è evidente. La gestione della vicenda, iniziata sotto l’amministrazione de Pascale, passa ora nelle mani della giunta Barattoni, che dovrà decidere se mantenere l’approccio precedente o rivedere la strategia alla luce delle contestazioni tecniche sollevate dai cittadini.
Le posizioni politiche
Un ulteriore elemento di perplessità nella vicenda riguarda la posizione assunta dal Movimento 5 Stelle e da Alleanza Verdi Sinistra. Da formazioni storicamente sensibili alle tematiche ambientali ci si sarebbe attesi un atteggiamento più critico, invece la vicinanza alle posizioni dell’amministrazione senza distinguo ha lasciato più di una perplessità tra gli osservatori e i cittadini mobilitati.



