L’approvazione del bilancio triennale del Comune di Ravenna, avvenuta dopo una serrata maratona in consiglio comunale tra il 18 e il 22 dicembre, delinea un quadro finanziario che, secondo quanto denunciato da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, si discosta sensibilmente dalle narrazioni di austerità. Sebbene la giunta abbia evocato uno scenario di difficoltà dovuto ai tagli centrali e all’aumento dei costi dei servizi, l’analisi dei documenti contabili condotta dall’esponente d’opposizione rivela una realtà numerica differente. Per l’annualità 2026, le entrate e le spese correnti sono previste a un pareggio di 206 milioni di euro, segnando un incremento del 6,6% rispetto ai 193,2 milioni del 2025. Un dato, questo, che supera il tasso d’inflazione programmato.
Contrariamente alla tesi di una contrazione dei trasferimenti statali, Ancisi evidenzia come i flussi provenienti dalle amministrazioni centrali verso Ravenna vedranno una crescita, passando da 20,5 a 24,1 milioni di euro: un aumento netto del 17,6%. Anche la pressione fiscale interna mostra segnali di espansione. La previsione del gettito tributario per il 2026 si attesta a 106,9 milioni di euro, con un incremento di 5,8 milioni rispetto all’anno precedente. In particolare, spicca il dato relativo all’«IMU», la cui riscossione stimata sale a 57,6 milioni di euro contro i 52,2 del 2025.
Nel capitolo dei servizi a domanda individuale, emerge una sproporzione nella copertura dei costi sollevata dal capogruppo. Se le aree di sosta generano incassi doppi rispetto alle spese (3,20 milioni contro 1,56), altri comparti mostrano deficit significativi: il Museo d’Arte della città (MAR) registra incassi per soli 140 mila euro a fronte di 1,8 milioni di costi di gestione, mentre la piscina comunale copre appena il 2% delle proprie spese. Sul fronte degli investimenti, il piano 2026-2028 mobilita 252 milioni di euro. Tuttavia, l’allocazione delle risorse appare polarizzata secondo le valutazioni di Ancisi: circa 116 milioni sono destinati alla viabilità, di cui la maggior parte per «manutenzioni straordinarie e rifacimenti» di infrastrutture già esistenti, mentre alla tutela dell’ambiente e del territorio sono riservati 9 milioni di euro. Le entrate derivanti dai permessi di costruzione, stimate in 4,24 milioni per il 2026, indicano inoltre una continuità nelle dinamiche di espansione urbanistica.
In merito alla gestione complessiva delle risorse e alla responsabilità della giunta, la posizione del leader di Lista per Ravenna è netta: «Come sempre i soldi ci sono e sono tanti. Li pagano soprattutto i cittadini con tasse e tariffe, ma ne arrivano da tutte le parti. I tagli del governo centrale sono se mai insignificanti. Non essendoci scuse, il nostro governo locale sarà valutato per i risultati concreti che produrrà, senza scarico di responsabilità».



