Da quasi tre mesi, 1.553 persone over 70 residenti nell’Area territoriale n. 5 del Comune di Ravenna devono affrontare un’odissea per accedere alle cure mediche. L’ascensore dell’edificio pubblico di piazza della Repubblica 10 a Mezzano, che ospita gli ambulatori dell’AUSL al secondo piano, è fermo dal 21 luglio scorso a causa di una rottura.
Il dato demografico non è irrilevante: su 7.358 residenti totali, gli ultrasettantenni rappresentano il 21,1% della popolazione locale, una percentuale superiore alla media nazionale. A questi si aggiungono cittadini più giovani con problemi di salute o invalidità che necessitano dell’impianto per raggiungere i servizi sanitari.
L’immobile di proprietà comunale ospita una stratificazione di servizi essenziali: al primo piano si trovano gli uffici decentrati del Comune, i servizi sociali e gli ambulatori di ostetricia e ginecologia. Al secondo piano sono dislocati i servizi medico-sanitari dell’Azienda Unità Sanitaria Locale. Senza ascensore funzionante, l’accessibilità a quest’ultimo livello è diventata una barriera insormontabile per molti cittadini fragili.
La ditta incaricata della riparazione aveva stimato inizialmente circa 10 settimane per sostituire la parte deteriorata. Una soluzione temporanea è stata individuata nell’utilizzo dell’ascensore della banca attigua, che però consente di raggiungere solo il primo piano, lasciando irrisolto il problema dell’accesso agli ambulatori dell’AUSL.
Il 9 settembre, rispondendo in consiglio comunale a un’interrogazione della consigliera del Partito Democratico Maria Gloria Natali, l’assessore ai Lavori pubblici Cameliani ha annunciato un cambio di strategia. Non più una semplice riparazione, ma «una sostituzione completa, finanziata attraverso il fondo di manutenzione straordinaria».
«Il diritto alla salute deve essere garantito a tutti ed è fondamentale assicurare piena accessibilità ai servizi», ha dichiarato l’assessore in quella sede.
Al 21 settembre erano trascorse le dieci settimane preventivate per la riparazione originaria. Al 7 ottobre, quando Lista per Ravenna ha raccolto le sollecitazioni di alcuni residenti anziani di Mezzano, era passato quasi un mese dalla promessa di sostituzione integrale dell’impianto.
La cronologia del disservizio pone una questione di equilibrio tra tempi tecnici e urgenza sociale. La sostituzione completa di un ascensore richiede procedure di gara, autorizzazioni e lavori che si misurano in mesi, non in settimane. Nel frattempo, persiste il paradosso di servizi sanitari resi parzialmente inaccessibili proprio a chi ne ha più bisogno.
Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, ha formalizzato il 7 ottobre un’interrogazione al sindaco, trasformando le richieste dei cittadini in un atto consiliare ufficiale. Il documento non si limita a registrare il problema, ma solleva un interrogativo di metodo: quando la vetustà di un impianto è nota, la tempestività dell’intervento può essere pianificata prima dell’emergenza?
La vicenda di Mezzano si inserisce in un contesto più ampio che riguarda molti comuni italiani: la manutenzione del patrimonio pubblico in aree con popolazione anziana crescente. Gli edifici che ospitano servizi essenziali diventano nodi critici dove l’efficienza amministrativa e il diritto all’accesso alle cure si intersecano.
Al momento non è stata comunicata una data precisa per il ripristino del servizio. Gli anziani di Mezzano continuano a salire le scale o a rinviare le visite mediche, in attesa che le procedure amministrative si concludano e che un nuovo ascensore renda nuovamente accessibile il secondo piano di piazza della Repubblica 10.



