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giovedì 14 Maggio 2026
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Monsignor Caiazzo: «Nel fuoco della guerra, invochiamo lo Spirito della pace»

«Siamo capaci di costruire torri altissime fatte di armi, ingiustizie e sangue innocente». Con queste parole forti l’arcivescovo-vescovo di Cesena-Sarsina, Antonio Giuseppe Caiazzo, ha aperto la sua omelia per la Veglia di Pentecoste nella Basilica Cattedrale.
Un intervento che parte dalla denuncia dei conflitti attuali, in particolare Gaza, Ucraina e le guerre dimenticate, fino alla violenza quotidiana che colpisce donne, giovani, famiglie. «Viviamo in un mondo spaventato, disorientato – ha detto – che ha sete di pace, giustizia, fraternità. Abbiamo bisogno di Dio».
Ma è proprio in questo scenario segnato da paure e chiusure che l’arcivescovo ha rilanciato il senso della Pentecoste come risposta: «Lo Spirito Santo scende ancora oggi, come fuoco che illumina, come vento che scuote. Solo Lui può riempire i vuoti e ridarci speranza».
L’invito finale è chiaro: uscire dai “cenacoli chiusi” delle nostre vite e tornare ad essere testimoni di pace e giustizia, animati dallo Spirito di Dio che «parla il linguaggio dell’amore, comprensibile a tutti».

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