A Ravenna è entrata ufficialmente in vigore la nuova ordinanza anti-alcol. Il provvedimento, approvato nei giorni scorsi dall’amministrazione comunale, punta a contrastare fenomeni di degrado urbano e disturbo della quiete pubblica attraverso il divieto di vendita e consumo di bevande alcoliche in alcune aree sensibili della città. Tra queste, spicca Piazza Baracca, da tempo al centro di polemiche per l’alta concentrazione di episodi di inciviltà, risse, rumori molesti e abbandono di bottiglie e rifiuti.
Fratelli d’Italia: «Una battaglia condotta con determinazione»
A rivendicare la paternità politica del provvedimento sono i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Ravenna, Falco Caponegro e Patrizia Zaffagnini, che sottolineano come la nuova ordinanza rappresenti una risposta diretta alle sollecitazioni avanzate proprio dal loro gruppo in Consiglio comunale.
«Apprendiamo con soddisfazione che il Comune ha finalmente deciso di intervenire», dichiarano i due esponenti, evidenziando che si tratta di un passo importante ottenuto grazie a un’azione politica costante. «Per mesi abbiamo raccolto le voci dei cittadini, segnalazioni che non potevano più restare inascoltate».
La mozione del 3 luglio e il grido d’allarme dei cittadini
Il primo atto formale di questa battaglia risale al 3 luglio 2025, quando Caponegro e Zaffagnini presentarono in aula una mozione ufficiale, frutto di un lungo lavoro sul territorio. A spingerli, le continue proteste dei residenti stanchi di convivere con una situazione che, soprattutto nelle ore serali, diventava sempre più ingestibile.
C’erano lamentele per le notti insonni causate da gruppi rumorosi, la crescente percezione di insicurezza a causa di episodi violenti e il degrado visibile nelle strade, tra bottiglie rotte, sporcizia e danneggiamenti. A preoccupare ulteriormente era la facilità con cui giovani e minorenni riuscivano ad acquistare alcolici, senza che vi fossero controlli efficaci da parte degli esercizi commerciali.
Nella mozione, Fratelli d’Italia chiedeva il ripristino dell’ordinanza “antivetro”, il rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine e una maggiore severità nei confronti degli esercenti che infrangono le norme, soprattutto in materia di vendita di alcolici ai minori.
Giunta sotto accusa: «Negava il problema sicurezza»
I toni dell’opposizione restano duri anche dopo l’approvazione dell’ordinanza. I consiglieri accusano la Giunta comunale di Ravenna di aver per troppo tempo minimizzato il problema della sicurezza, relegandolo a una semplice questione di percezione. «Fino a poche settimane fa – dichiarano Caponegro e Zaffagnini – l’amministrazione continuava a negare l’esistenza di un problema reale. Ora è costretta a fare marcia indietro».
Non manca un riferimento diretto al vicesindaco Eugenio Fusignani, delegato alla sicurezza, che durante la discussione in aula – secondo quanto riportano i consiglieri – avrebbe preferito non intervenire, rimanendo in silenzio nonostante fosse chiamato direttamente in causa. Un atteggiamento che l’opposizione definisce «inaccettabile».
Una mossa politica? Ordinanza approvata prima del voto
C’è anche un sospetto politico dietro al tempismo dell’amministrazione. Secondo Fratelli d’Italia, l’ordinanza anti-alcol è stata emanata strategicamente proprio a ridosso della seduta consiliare in cui si sarebbe dovuta discutere la loro mozione. Una manovra – sostengono – utile ad evitare di approvare un atto firmato dall’opposizione.
«Se per farlo hanno scelto la via più furba – commentano i due consiglieri – cioè quella di anticipare la nostra mozione con un provvedimento ad hoc, ne prendiamo atto. Ma resta il fatto che l’input è arrivato da noi».
Il ritiro della mozione e la scelta di non prestarsi al gioco
A quel punto, Fratelli d’Italia ha deciso di ritirare la mozione, sottolineando che si tratta di una scelta strategica, non certo di un passo indietro. «Non volevamo che un atto serio, nato dal confronto diretto con la cittadinanza, venisse liquidato con un voto politico di comodo», spiegano Caponegro e Zaffagnini. «La nostra battaglia prosegue, nelle sedi opportune e con gli strumenti della democrazia».
Cosa cambia con la nuova ordinanza
Il provvedimento firmato dal Comune interviene su più fronti. Non si tratta solo di vietare il consumo di alcol in strada, ma di un intervento mirato contro una serie di comportamenti che stanno compromettendo la qualità della vita in molte zone del centro storico.
L’obiettivo principale è ridurre il degrado urbano, visibile ogni giorno in piazze e vie trasformate in luoghi di bivacco e incuria. Ma c’è anche la volontà di tutelare la quiete pubblica, messa a dura prova da raduni notturni e situazioni di disordine che si protraggono fino all’alba. Non meno importante è l’intento di limitare gli episodi di violenza legati al consumo eccessivo di alcol, che in alcune occasioni hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Infine, una particolare attenzione è rivolta alla tutela dei minori, con misure più severe contro la vendita di alcolici ai ragazzi non ancora maggiorenni. Un fenomeno che, secondo i dati informali raccolti dall’opposizione, è tutt’altro che marginale.
I cittadini attendono risultati concreti
Se l’emanazione dell’ordinanza rappresenta un passo avanti, ora la sfida più grande sarà la sua applicazione concreta. I residenti delle aree interessate – in particolare di Piazza Baracca – chiedono da tempo non solo norme, ma controlli veri, presenza sul territorio e sanzioni efficaci per chi non rispetta le regole.
C’è, insomma, attesa per capire se questa misura riuscirà davvero a cambiare il volto delle serate ravennati, o se si rivelerà solo un intervento simbolico.
Sicurezza urbana al centro del dibattito politico
La questione della sicurezza urbana a Ravenna è ormai diventata centrale nel dibattito politico locale. Il caso dell’ordinanza anti-alcol lo dimostra: Fratelli d’Italia è riuscita a imporre il tema all’agenda della Giunta, mettendo sotto pressione un’amministrazione accusata di lentezza e sottovalutazione.
«Non ci fermeremo qui – assicurano Caponegro e Zaffagnini – Continueremo a monitorare la situazione, a portare la voce dei cittadini in Consiglio e a chiedere provvedimenti efficaci per garantire una città più sicura e vivibile per tutti».



