Il capogruppo di Forza Italia in Consiglio Comunale, Alberto Ancarani, ha presentato un question time formale per chiedere spiegazioni sui ritardi del cantiere del Ponte di Ragone, sulla Sp n. 5 Roncalceci al confine tra i comuni di Ravenna e Russi. Il ponte sul fiume Montone, chiuso dal 7 ottobre 2024, era stato riaperto al traffico veicolare il 7 dicembre 2025 a seguito degli esiti positivi della prova di carico. Nonostante in Consiglio fosse stato indicato l’inizio di febbraio 2026 come termine per il completamento dei lavori residui, il cantiere risultava ancora attivo alla data dell’interrogazione.
L’assessore ai Lavori Pubblici, Massimo Cameliani, ha risposto il 2 marzo 2026, trasmettendo quanto comunicato dal dirigente della Viabilità della Provincia di Ravenna, stazione appaltante dell’opera. Le lavorazioni ancora da eseguire da parte dell’impresa appaltatrice GR.AN Appalti Italia srl di Caserta comprendono la posa dei giunti in neoprene, la pavimentazione del percorso protetto, l’installazione del parapetto e la rimozione delle opere provvisionali. Il ritardo è stato attribuito alle condizioni meteorologiche: le malte cementizie ad alta resistenza necessarie per i giunti richiedono temperature stabili superiori ai 5°C nell’arco dell’intera giornata.
Con ordine di servizio n. 7 del 17 febbraio 2026, la direzione lavori ha autorizzato la ripresa delle attività a partire dal 23 febbraio. La sola posa dei giunti richiederà circa quindici giorni, durante i quali sarà necessario istituire un senso unico alternato. Solo al termine di questa fase sarà possibile rimuovere le delimitazioni di cantiere su via Sabbionara. La Provincia stima una durata complessiva delle lavorazioni residue di circa due mesi, salvo ulteriori imprevisti legati alla stagionalità.
Ancarani aveva segnalato nel proprio atto ispettivo la permanenza di mezzi e materiali lungo via Argine Destro Montone e il perdurare delle limitazioni alla circolazione, con disagi per residenti, attività economiche e pendolari. Il capogruppo aveva anche chiesto l’individuazione delle responsabilità per i ritardi e l’adozione di misure provvisorie per ridurre l’impatto del cantiere. Su questi punti la risposta dell’assessore non ha fornito indicazioni specifiche, limitandosi a riferire il cronoprogramma tecnico trasmesso dalla Provincia.



