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martedì 20 Gennaio 2026
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Porta a porta, l’opposizione: «Riorganizzare la gestione dei rifiuti a Ravenna»

Dieci consiglieri di opposizione hanno formalmente richiesto la convocazione del Consiglio comunale per discutere l’applicazione della Tariffa Corrispettiva Puntuale (TCP) e la riorganizzazione del servizio di gestione dei rifiuti. La richiesta è firmata dai capigruppo Alberto Ancarani (Forza Italia), Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna), Filippo Donati (Viva Ravenna) e Nicola Grandi (Fratelli d’Italia), insieme ai consiglieri Gianfranco Spadoni (Lista per Ravenna-Lega-PDF), Falco Caponegro, Renato Esposito, Anna Greco e Pietro Maria Moretti e Patrizia Zaffagnini (Fratelli d’Italia). Il documento, presentato ai sensi degli articoli 43 e 56 del regolamento comunale, evidenzia criticità nell’implementazione del nuovo sistema tariffario introdotto «senza prima comunicarne i dettagli operativi ai cittadini».

Le criticità della Tariffa Corrispettiva Puntuale

I firmatari della mozione sollevano questioni specifiche sull’attuale sistema di tariffazione. La TCP, introdotta dal 1° gennaio 2025 in sostituzione della TARI tradizionale, considera non solo la superficie dell’immobile e il numero di occupanti, ma anche il numero di conferimenti di rifiuti indifferenziati effettuati da ogni utenza.

La principale preoccupazione riguarda la determinazione del numero massimo di conferimenti dell’indifferenziata prima che scatti una maggiorazione tariffaria. I consiglieri richiedono particolare attenzione per i contribuenti con «motivate esigenze di produrre quote aggiuntive di rifiuti indifferenziati», citando specificamente il caso degli assorbenti per uso umano o animale.

L’interrogazione consiliare chiede un’analisi dettagliata dello «stato di applicazione della TCP» e dell’«articolazione tra quota fissa e variabile», elementi che determinano l’impatto economico sulle famiglie. Secondo i dati disponibili, il 2025 rappresenta un anno di transizione, con i cittadini che pagheranno eventuali eccedenze solo dal 2026.

La proposta di superamento del porta a porta

Il documento presenta una strategia articolata per il superamento del sistema di raccolta domiciliare attualmente in vigore. La proposta prevede l’estensione dei cassonetti intelligenti a tutte le Isole Ecologiche di Base (IEB), con l’installazione di almeno due contenitori per il conferimento dei rifiuti indifferenziati dotati di sistema di accesso tramite carta Smeraldo.

Per quanto riguarda la frazione organica, i consiglieri propongono la reintroduzione di cassonetti specifici nelle IEB, progettati per essere «idonei alla raccolta meccanizzata, quindi privi di componenti elettromeccaniche suscettibili di guasto». Questi contenitori dovrebbero essere dotati di «bocchette limitatrici (non calotte)» per contrastare i conferimenti di materiale estraneo, garantendo l’accesso h24 ai cittadini.

Il modello «Adotta un cassonetto» per gli sfalci verdi

Una delle proposte più innovative riguarda la gestione dei contenitori per gli sfalci verdi attraverso il modello «Adotta un cassonetto». Il sistema prevede l’utilizzo di una chiave fisica per accedere all’apertura superiore dei contenitori, disponibile su richiesta per i detentori di aree verdi o giardini. Questo approccio mira a «minimizzare i conferimenti impropri di rifiuto secco indifferenziato» creando un bacino di affluenza ristretto sottoposto ad autocontrollo.

L’iniziativa si inquadra nel tentativo di ridurre i conferimenti impropri, problema ricorrente nella gestione dei rifiuti urbani che compromette l’efficacia della raccolta differenziata e aumenta i costi di smaltimento.

Il quadro normativo regionale

L’articolo 23 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regionale di Gestione Rifiuti e Bonifica (PRRB) dell’Emilia-Romagna dispone che tutti i Comuni attuino sistemi di misurazione puntuale dei rifiuti entro il 2024. La normativa regionale considera la misurazione puntuale uno strumento per «favorire comportamenti virtuosi, quali il sostegno alle raccolte differenziate».

Il sistema si basa sulla riduzione del Rifiuto Urbano Residuo (RUR), ovvero il contenuto del bidone grigio indifferenziato, che deve essere mantenuto sotto gli 80 kg pro capite secondo le disposizioni regionali. Il superamento di questa soglia comporta sanzioni per i territori che non rispettano i parametri stabiliti.

La richiesta di confronto istituzionale

I consiglieri richiedono la presenza in aula di una rappresentanza dell’Agenzia Territoriale dell’Emilia-Romagna per i Servizi Idrici e Rifiuti (ATERSIR), oltre alla giunta comunale e alle figure tecniche ritenute necessarie per approfondire la discussione. La convocazione mira a ottenere chiarimenti tecnici e confrontarsi sulle «proposte tariffarie e delle possibili variabili» del nuovo sistema.

La questione si inserisce nel più ampio dibattito nazionale sull’evoluzione dei sistemi di tariffazione dei rifiuti, con diversi comuni italiani che stanno sperimentando modelli di tariffazione puntuale per incentivare la riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati e migliorare le performance di raccolta differenziata.

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