Un’iniziativa da oltre 6 milioni di euro coinvolge il porto adriatico in un sistema di protezione subacquea che solleva interrogativi nel delicato scenario internazionale attuale
Il Porto di Ravenna si trova al centro di un progetto internazionale che ha attirato l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica. Si tratta di UNDERSEC, un’iniziativa europea da oltre 6 milioni di euro che punta a rafforzare la sicurezza subacquea delle infrastrutture portuali, ma che in tempi di crescenti tensioni geopolitiche ha sollevato domande e richiesto chiarimenti ufficiali.
Un progetto europeo di ampio respiro
UNDERSEC è finanziato dal programma Horizon Europe e rappresenta uno degli investimenti più significativi dell’Unione Europea nel campo della sicurezza portuale. Il progetto coinvolge 23 partner distribuiti in 11 Paesi: Italia, Germania, Croazia, Bulgaria, Grecia, Cipro, Spagna, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Israele.
La regia scientifica è affidata al prestigioso Fraunhofer Institute di Berlino, un’organizzazione che coordina 76 istituti di ricerca applicata e che garantisce elevati standard di qualità e trasparenza. L’iniziativa, iniziata nel 2022, si concluderà il 30 settembre 2026 e ha già superato oltre metà delle attività programmate.
Il ruolo del porto italiano: contenuto ma strategico
L’Autorità Portuale di Ravenna partecipa al progetto dal novembre 2022, quando ha presentato la propria candidatura insieme agli altri partner europei. Il coinvolgimento finanziario italiano è relativamente modesto: circa 100 mila euro, che rappresentano meno del 2% del budget totale dell’iniziativa.
Tuttavia, il contributo di Ravenna è tutt’altro che marginale dal punto di vista operativo. Il porto adriatico è incaricato di sviluppare strumenti digitali avanzati per la simulazione e la gestione di potenziali minacce subacquee. Si tratta di tecnologie che permettono di «simulare la rilevazione e la successiva risposta ad eventi significativi nel campo della sicurezza subacquea», attività considerate strategiche in chiave preventiva.
Cosa fa realmente l’Autorità Portuale
Per comprendere il dibattito attuale, è importante chiarire quali sono i compiti effettivi dell’Autorità Portuale di Ravenna. Secondo la Legge n. 84 del 1994, l’ente si occupa principalmente di gestire i beni e i servizi portuali, coordinando le operazioni e promuovendo le iniziative commerciali all’interno dell’area portuale.
Quello che molti non sanno è che il controllo delle merci che transitano nel porto non è di competenza dell’Autorità Portuale. Questa responsabilità, incluso il controllo di materiali sensibili come le armi (regolamentato dalla Legge n. 185 del 1990), è affidata ad altri enti specializzati. Come spiega la stessa Autorità: «non riceve alcuna informazione né preventiva né successiva» riguardo a questi controlli specifici.
Le garanzie sul carattere civile del progetto
Di fronte alle crescenti preoccupazioni dell’opinione pubblica e all’evolversi dello scenario geopolitico internazionale, l’Autorità Portuale di Ravenna ha voluto fornire garanzie precise sulla natura del progetto UNDERSEC.
Su specifica richiesta dell’ente italiano, tutti i partner hanno fornito assicurazioni scritte che «l’iniziativa non ha alcuna finalità di produzione di armamenti o strumenti bellici». L’obiettivo dichiarato resta quello originario: proteggere le infrastrutture portuali civili da potenziali minacce subacquee, garantendo la sicurezza di imprese, lavoratori e cittadini.
Il progetto ha recentemente superato senza rilievi critici l’Interim Review da parte dei consulenti indipendenti della Commissione Europea, confermando la regolarità delle attività svolte.
Il nodo della cybersecurity
Uno degli aspetti più delicati emersi nel dibattito pubblico riguarda la sicurezza informatica del porto. L’Autorità Portuale ha voluto chiarire definitivamente questo punto, specificando che «la cyber security degli ambiti di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale di Ravenna non è affidata ad alcuna società israeliana».
La protezione delle infrastrutture digitali viene gestita attraverso convenzioni e accordi quadro stipulati con soggetti regionali e nazionali, utilizzando le piattaforme di acquisto pubblico previste dalla normativa italiana. Un approccio che garantisce trasparenza e rispetto delle procedure amministrative per le pubbliche amministrazioni.
Gli obblighi contrattuali e il futuro
Nonostante il clima geopolitico complesso e le crescenti pressioni dell’opinione pubblica, l’Autorità Portuale si trova vincolata agli impegni contrattuali assunti nell’ambito di UNDERSEC. Il Grant Agreement firmato nel luglio 2023 comporta responsabilità amministrative, finanziarie e operative che devono essere rispettate.
Tuttavia, l’ente ha chiarito che è pronto a modificare la propria posizione qualora arrivassero «diverse direttive da parte delle competenti istituzioni europee e/o nazionali». Nel frattempo, l’Autorità ha garantito l’attivazione di «tutte le misure atte a vigilare sull’iniziativa», mantenendo contatti costanti con gli organismi istituzionali competenti.



