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Porto di Ravenna, traffici in crescita del 5,6%, Barattoni critica i ritardi sulla nomina del presidente

RAVENNA – Luci e ombre per il porto di Ravenna. Se da un lato i dati del primo semestre 2025 confermano la solidità dello scalo con un incremento del traffico merci del 5,6%, dall’altro il rinvio della nomina del nuovo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro Settentrionale genera preoccupazione nelle istituzioni locali. Il sindaco Alessandro Barattoni non nasconde il proprio disappunto per i tempi della politica nazionale: «È inspiegabile come la commissione del Senato non abbia trovato il tempo di riunirsi prima della pausa estiva per esprimersi sulle nomine dei presidenti delle Autorità Portuali».

I numeri che fotografano la crescita

Mentre a Roma si discute di tempistiche, a Ravenna i numeri parlano chiaro. Nel primo semestre 2025 lo scalo ha movimentato 13.324.933 tonnellate di merci, registrando un aumento di 713mila tonnellate rispetto allo stesso periodo del 2024. Un risultato che testimonia la vitalità di un’infrastruttura strategica per l’economia nazionale.

Particolarmente significativo il boom del comparto agroalimentare, che con 2.909.786 tonnellate ha segnato una crescita del 21,1%. Tra le merceologie spicca l’ottima performance dei cereali (+84%) e degli oli animali e vegetali (+35,2%). Anche i materiali da costruzione hanno registrato un incremento dell’8,9%, trainati dalle materie prime per la produzione ceramica del distretto di Sassuolo.

«La notizia arriva proprio nei giorni in cui emerge il bilancio dei primi sei mesi del nostro scalo, che evidenzia un’attività positiva», osserva Barattoni, sottolineando come questi risultati necessitino «di stabilità e di un quadro chiaro e definito in cui operare».

Container e ferrovia in crescita

Il settore dei container ha confermato il trend positivo con 111.232 TEUs movimentati, in crescita del 3,5% rispetto al 2024. Ancora più incoraggianti i dati di luglio, che stimano un aumento del 24% per le merci containerizzate e del 35,5% per i TEUs.

Segnali positivi arrivano anche dal traffico ferroviario, che nel primo semestre ha trasportato 1.898.552 tonnellate di merce (+3,8%), confermando l’importanza dell’intermodalità per la competitività dello scalo ravennate. L’incidenza del traffico ferroviario su quello marittimo ha raggiunto il 14,2%.

L’attesa per la nomina di Benevolo

Il contrasto tra i risultati operativi e l’incertezza istituzionale emerge con forza dalle parole del primo cittadino ravennate. Dopo le «divisioni interne alla maggioranza di Governo», ora si aggiungono i ritardi procedurali che rischiano di prolungare il commissariamento dell’Autorità Portuale.

«Apprendiamo con sconcerto che, per avere un parere, occorrerà aspettare settembre», sottolinea Barattoni, ricordando come esista già «un’intesa tra Mit e Regione Emilia-Romagna su un nome, che è quello del professor Francesco Benevolo».

Sfide e prospettive

Non tutti i settori hanno registrato performance positive. Il comparto automotive ha subito una forte contrazione con 4.610 pezzi movimentati (-60,4%), mentre il traffico crocieristico ha registrato 77.796 passeggeri (-11,7%) su 29 scali.

Le prospettive per i primi sette mesi del 2025 restano comunque incoraggianti, con una stima di movimentazione complessiva di quasi 15,7 milioni di tonnellate, in aumento del 5,5% rispetto al 2024.

«Il Porto di Ravenna ha bisogno di figure stabili e di riferimenti condivisi per poter continuare a mantenere il proprio ruolo strategico per la nostra regione e per tutto il Paese», conclude Barattoni, lanciando un appello per una soluzione rapida al problema della governance.

L’auspicio è che la ripresa dei lavori parlamentari a settembre possa finalmente sbloccare una situazione che rischia di penalizzare uno degli scali più dinamici del sistema portuale italiano.

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