Una rete di operatori sanitari italiani ha promosso per oggi, 28 agosto 2025, la «Giornata nazionale di digiuno contro il genocidio di Gaza», iniziativa alla quale hanno aderito diverse amministrazioni comunali del Paese. L’obiettivo dichiarato è sensibilizzare l’opinione pubblica sulla situazione nella Striscia di Gaza e manifestare solidarietà alla popolazione palestinese.
Le iniziative locali si inseriscono nel contesto dell’escalation del conflitto israelo-palestinese, con particolare riferimento al recente attacco israeliano all’ospedale Nasser nella Striscia di Gaza meridionale del 25 agosto, che ha causato almeno 20 vittime, inclusi cinque giornalisti e operatori sanitari. L’episodio, definito dalle organizzazioni internazionali come un «doppio attacco» poiché la struttura è stata colpita una seconda volta durante l’arrivo dei soccorsi, ha suscitato condanne da parte delle Nazioni Unite e di diverse organizzazioni per i diritti umani.
Le iniziative simboliche delle istituzioni locali
L’amministrazione comunale di Ravenna ha programmato lo spegnimento delle luci di Palazzo Rasponi dalle Teste nella notte tra il 28 e 29 agosto, gesto che si aggiunge a un flash mob previsto in piazza del Popolo alle ore 18 di oggi. All’evento parteciperanno operatori sanitari e l’assessora alla Pace Hiba Alif, in quello che viene descritto come un «momento di silenzioso e rispettoso raccoglimento».
Il sindaco Alessandro Barattoni ha giustificato l’adesione all’iniziativa dichiarando che «la situazione a Gaza sta peggiorando ogni giorno» e che l’attacco all’ospedale e l’uccisione dei giornalisti rappresentano «un ulteriore atto gravissimo che allontana possibili spiragli di pace». L’amministrazione ha sottolineato l’importanza di «continuare a tenere alta l’attenzione» sui fatti in corso e di non «rassegnarsi silenziosamente».
Il contesto del conflitto e le vittime tra i giornalisti
Secondo i dati dell’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, almeno 247 giornalisti palestinesi sono stati uccisi a Gaza dall’7 ottobre 2023. L’organismo internazionale ha definito scioccante per il mondo intero l’uccisione di cronisti nell’attacco all’ospedale, sollevando «molte domande sul targeting dei giornalisti».
L’attacco del 25 agosto ha colpito l’ospedale Nasser alle 10 del mattino ora locale, per poi essere ripetuto quando giornalisti e soccorritori si erano recati sul posto per documentare i danni e prestare assistenza. Tra le vittime figura la fotografa Mariam Dagga, freelance che collaborava con The Associated Press.
La rete sanitaria e la mobilitazione dal basso
L’iniziativa della giornata di digiuno è stata promossa dalla rete #digiunogaza, composta da operatori e operatrici del servizio sanitario nazionale. Il movimento si inquadra nella più ampia campagna «Disertiamo il silenzio», alla quale hanno aderito diverse istituzioni locali italiane nei mesi scorsi.
Gli organizzatori hanno sottolineato come la partecipazione di personale sanitario testimoni «il valore universale del diritto alla cura» e rappresenti una forma di protesta professionale contro quello che viene definito il deterioramento delle condizioni umanitarie nella Striscia di Gaza.
Le manifestazioni di solidarietà si inseriscono nel dibattito pubblico italiano sulla posizione del Paese rispetto al conflitto israelo-palestinese, con diverse amministrazioni comunali che hanno preso posizioni pubbliche negli ultimi mesi, alternando gesti simbolici a mozioni consiliari.



