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martedì 14 Aprile 2026
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Ravenna Capitale del Mare: «Titolo di prestigio, ma la costa versa in stato pietoso»

Il riconoscimento di Ravenna come Capitale Italiana del Mare 2026 non deve essere un semplice fregio da esibire, ma una scossa per l’amministrazione. A lanciare il monito è Gianfranco Spadoni, consigliere comunale di Lista per Ravenna, che pur accogliendo con favore il titolo conferito dal Ministero della Protezione Civile e delle Politiche del Mare, punta il dito sulle profonde criticità strutturali che affliggono il litorale.

Pinete e decoro: un patrimonio abbandonato

Secondo Spadoni, la straordinaria fascia pinetale ravennate — elemento chiave per la vittoria del titolo — sconta oggi una drammatica carenza di cura. Il consigliere definisce «pietoso» lo stato degli stradelli retrodunali, sottolineando come la scarsa manutenzione offra un’immagine sgradevole e poco esaltante della costa. Per Spadoni, è contraddittorio fregiarsi di un titolo nazionale mentre il degrado ambientale e l’incuria restano nodi irrisolti sotto gli occhi di cittadini e turisti.

Infrastrutture: l’isolamento della Capitale

Il grido d’allarme riguarda anche i collegamenti. Una «capitale» deve essere raggiungibile, ma Spadoni descrive un sistema ferroviario «carente e inadeguato». Le strade principali verso la città sono giudicate strutturalmente inidonee al traffico turistico, mentre i percorsi locali verso il mare sono punteggiati da buche, avvallamenti e vegetazione incolta. Senza interventi immediati sulla viabilità, il rischio è che l’evento resti una vetrina isolata e difficilmente accessibile.

Un milione di euro per salvare la costa

La sfida, secondo il consigliere di Lista per Ravenna, è ora la gestione delle risorse. Il premio di un milione di euro deve essere il volano per un piano di rilancio concreto, partendo dalle località più in sofferenza come Marina di Ravenna. L’obiettivo è chiaro: trasformare il riconoscimento in un investimento reale per valorizzare la costa, sanando una volta per tutte le lacune che oggi rendono «sgradevole» l’impatto con il territorio.

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