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martedì 20 Gennaio 2026
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Ravenna, Caponegro (FdI) in Consiglio comunale sul tema sicurezza: «Chi disprezza le nostre leggi non può vivere qui»

RAVENNA – L’oggettivo problema sicurezza a Ravenna è stato sottolineatp con un intervento deciso del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Mauro Falco Caponegro, durante la seduta del consiglio comunale di ieri, 22 luglio. Con toni fermi e un’analisi dettagliata, Caponegro ha definito la situazione un’«emergenza reale», ricordando come gli episodi di violenza, tra cui due accoltellamenti recenti in pieno centro, dimostrino un problema concreto che l’amministrazione comunale avrebbe finora sottovalutato: «Non una percezione, ma una realtà concreta e crescente sotto gli occhi di tutti».

Il consigliere ha evidenziato numeri significativi a supporto della sua tesi, segnalando che su 192 agenti di Polizia Locale a disposizione, solo 72 sono effettivamente impiegati nel controllo del territorio, il che corrisponde a un agente ogni 9 km² di superficie comunale, un dato che evidenzia la difficoltà di garantire un presidio efficace e capillare lungo tutto il territorio cittadino. «Le telecamere ci sono, ma non sono presiediate in tempi reali». Secondo Caponegro, questo si traduce in un sistema inadeguato, con telecamere di sorveglianza poco o per nulla presidiate e controlli intermittenti, specialmente nelle aree più sensibili come i giardini Speyer, la zona della stazione e piazza Duomo.

Il consigliere di Fratelli d’Italia ha rivolto dure critiche all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Barattoni, accusandola di «minimizzare» il problema e di aver messo in atto una gestione della sicurezza «fallimentare» caratterizzata da «anni di tolleranza, sottovalutazione e assenza di strategia».

Oltre alla denuncia della carenza di personale e di strumenti operativi, il consigliere ha fatto leva sulle novità legislative introdotte dal governo Meloni in tema di sicurezza, ricordando il recente decreto sicurezza che consente l’uso di bodycam, spray urticante e taser per la Polizia Locale, strumenti che – secondo Caponegro – restano però inutilizzati se gli agenti stessi non sono sufficientemente impegnati nelle attività di controllo. Il decreto prevede inoltre tutele legali fino a 10 mila euro per ciascuna fase del processo penale per agenti indagati per fatti di servizio e e pene più severe per chi aggredisce pubblici ufficiali, oltre all’estensione del Daspo urbano contro chi delinque nelle stazioni e nei mezzi pubblici: «Il governo ha messo in campo azioni concrete, incisive, anche per il nostro territorio, poiché sono stati inviati nelle varie province 13500 fra carabinieri, poliziotti e finanzieri».

Un capitolo importante del discorso ha riguardato l’immigrazione. Caponegro ha sottolineato che diversi episodi di violenza coinvolgono stranieri, spesso irregolari e già noti alle forze dell’ordine: «L’accoglienza non può trasformarsi in debolezza». Ha quindi chiesto misure più rigorose, tra cui l’attivazione di un tavolo permanente con Prefettura e servizi sociali per monitorare la situazione dei minori stranieri non accompagnati, un rafforzamento dei controlli sugli irregolari e una revisione dei protocolli di espulsione, anche per i minori recidivi: «Chi non vuole integrarsi, chi disprezza le nostre leggi, non può vivere qui». E rivolgendosi alla giunta ha affermato: «O si decide di agire o si accetta il degrado».

Caponegro ha infine stigmatizzato la decisione della maggioranza di presentare all’ultimo momento un ordine del giorno sulla sicurezza, definendolo una «foglia di fico». Ha esortato i consiglieri a votare gli ordini del giorno presentati da Fratelli d’Italia, per dimostrare concretamente la volontà di affrontare la questione, invece di limitarsi a un confronto verbale.

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