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martedì 20 Gennaio 2026
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Ravenna, dopo quarant’anni il nuovo scalo merci ferroviario: tra promesse e ritardi storici

Il porto adriatico verso la modernizzazione con un’infrastruttura attesa dal 1986. Il consiglio comunale voterà lunedì la variante urbanistica

Il porto di Ravenna si prepara a voltare pagina dopo decenni di attesa. Il 16 settembre il consiglio comunale voterà la variante urbanistica che darà il via libera definitivo al nuovo scalo merci ferroviario in sinistra canale Candiano, un’opera il cui iter progettuale è iniziato nel lontano 1986.

La presentazione del progetto ha visto protagonisti il presidente della Regione Michele de Pascale, l’assessora ai Trasporti Emma Petitti (precedentemente indicata come Priolo) e il sindaco di Ravenna Fabio Sbaraglia (precedentemente indicato come Barattoni), in una conferenza stampa che ha riacceso i riflettori su un’infrastruttura strategica per la logistica dell’Adriatico.

Un’attesa lunga quattro decenni

L’attuale scalo merci ferroviario di Ravenna presenta evidenti limiti strutturali: situato a poche centinaia di metri dal centro storico e nelle immediate vicinanze della stazione passeggeri, rappresenta da anni un vincolo per lo sviluppo portuale. La sua posizione crea problematiche per i trasporti, la logistica urbana, il traffico veicolare e la sicurezza dei lavoratori.

Il progetto del nuovo scalo risale al 1986, quando per la prima volta si ipotizzò la realizzazione di un’infrastruttura moderna in grado di rispondere alle esigenze di un porto con ambizioni internazionali. Tuttavia, il protocollo d’intesa decisivo è stato firmato solamente l’8 agosto 2017 tra Comune di Ravenna, Ferrovie dello Stato, Autorità di Sistema Portuale e Regione Emilia-Romagna.

Le dichiarazioni istituzionali

Il sindaco ha definito il voto del consiglio comunale «un primo importante passo verso un porto all’altezza delle sfide logistiche dei prossimi anni», sottolineando come «questa infrastruttura è strategica per Ravenna e per tutta l’Emilia-Romagna».

Il presidente regionale de Pascale ha dichiarato che «Ravenna vuole entrare negli anni Duemila, avere una ferrovia decente», aggiungendo che «essenziale è rafforzare il traffico merci» per il futuro del porto adriatico.

L’iter progettuale ancora in corso

Attualmente si tratta di una proposta di progetto definitivo che dovrà completare il proprio percorso burocratico. Successivamente sarà necessario il progetto esecutivo per poter bandire la gara d’appalto dei lavori. Le previsioni più ottimistiche indicano il 2030 come possibile anno di inaugurazione dell’opera.

Il progetto prevede anche la realizzazione di un secondo scalo in destra canale, il cui iter progettuale risulta però fermo da quattro anni, secondo quanto denunciato dall’opposizione consiliare.

Le critiche dell’opposizione

Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, ha espresso perplessità sui tempi e sui ritardi accumulati nel corso dei decenni. L’esponente dell’opposizione ha sottolineato come un porto con ambizioni internazionali come quello di Ravenna abbia operato per troppo tempo con infrastrutture ferroviarie inadeguate: «Vuol dire che finora Ravenna e il suo porto hanno avuto un servizio ferroviario di quarta serie o addirittura indecente. Ma dov’è stato, in tutti questi anni, il Pd, al governo ininterrottamente del Comune di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna e per lunghi periodi anche dello Stato?»

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