La notizia della possibile chiusura di due istituti scolastici a Ravenna a partire dall’anno scolastico 2026/2027 ha suscitato un acceso dibattito cittadino. L’ipotesi riguarda la scuola primaria di Madonna dell’Albero e la scuola secondaria di primo grado Damiano, situata nel centro storico.
Per molte famiglie si tratta di una decisione che giunge «come un fulmine a ciel sereno», mettendo in discussione uno dei principi più volte richiamati dall’Amministrazione comunale: quello della prossimità scolastica. La prospettiva di accorpare gli alunni in altre strutture rischierebbe infatti di creare classi con un numero eccessivo di studenti, con ricadute dirette sul percorso educativo e sull’organizzazione del lavoro del personale docente e ausiliario.
Sul piano politico emerge anche una questione di metodo. Diversi rappresentanti sottolineano come, di fronte a una decisione di così rilevante impatto sociale, sia necessario aprire un confronto istituzionale in commissione consiliare e in Consiglio comunale, oltre a consultare i sindacati del settore. La diffusione di informazioni non ancora consolidate rischierebbe infatti di generare «pericolosi allarmismi».
La vicenda mette in luce il delicato equilibrio tra esigenze di razionalizzazione scolastica, sostenibilità economica e garanzia di un’offerta formativa vicina alle famiglie.
In una nota ufficiale, il consigliere comunale Gianfranco Spadoni (Lista per Ravenna, Lega e Popolo della Famiglia) afferma: «Chiediamo di evitare fughe in avanti oltre a privilegiare in ogni sede un sano confronto».



