RAVENNA – C’è un’eredità veneziana nel cuore di Ravenna che il tempo e l’abitudine rischiano di sbiadire. Sono le Colonne Veneziane di Piazza del Popolo, con i loro basamenti firmati da Pietro Lombardo, capolavori del bassorilievo rinascimentale che oggi tornano al centro del dibattito culturale grazie al volume «Serenissima Ravenna» (Edizioni Nuovo Gruppo Moderna). L’opera sarà presentata il 19 febbraio, alle ore 18, nella cornice storica di Casa Matha.

Un’indagine multidisciplinare
Il libro non è una semplice monografia, ma un’analisi a più voci che vede protagonisti la storica dell’arte Cetty Muscolino, già alla guida del Museo Nazionale, lo storico Cesare Albertano e l’architetta Stefania Gambirasio. Ad accompagnare i testi, introdotti da Patrizia Poggi, c’è lo sguardo profondo del fotografo Enzo Pezzi: un repertorio di immagini raccolte in decenni di osservazione che documentano superfici, materiali e, purtroppo, le ferite inferte dal degrado.
L’obiettivo degli autori è colmare un paradosso: la scarsa consapevolezza, anche a livello locale, del valore di un monumento che rappresenta l’identità stessa dello spazio urbano ravennate. Attraverso lo studio delle fonti, il testo ricostruisce il significato politico e simbolico di queste vestigia, simboli di un legame antico con la Serenissima che ha modellato il volto della città.
L’attualità di un grido d’allarme
Tra le pagine emerge con forza il tema della conservazione. Cetty Muscolino richiama un documento profetico e amaro: una lettera del 1898 scritta da Enrico Pazzi, allora direttore del Museo Nazionale, all’illustre Corrado Ricci. Pazzi denunciava già allora l’ombra degli «uomini ignari e maligni» messi alla direzione del patrimonio per intrigo o raccomandazione, confessando la sofferenza nel veder deturpati monumenti insigni.
È un richiamo alla responsabilità che la studiosa attualizza: i monumenti sono organismi vivi, fragili, assediati dalla subsidenza, dai sismi e dall’incuria umana. Ogni restauro, ricorda Muscolino, non deve essere un atto isolato, ma l’occasione per decodificare il passato e proteggere il futuro.
Il sostegno del territorio
La pubblicazione, che ha visto il contributo di Casa Matha, Rassicura e l’associazione Ravenna Centro Storico, è già approdata negli scaffali delle librerie cittadine (Longo, Modernissima e San Paolo). La presentazione del 19 febbraio, alla presenza degli autori, si preannuncia come un momento di riflessione necessario su ciò che Ravenna è stata e su ciò che rischia di perdere se non tornerà a guardare i suoi monumenti con occhi nuovi.



