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Ravenna Festival verso il futuro: Anna Leonardi e Michele Marco Rossi nuovi co-direttori artistici

Dal 2026 la co-direzione artistica per il festival che si prepara alla XXXVI edizione con la Trilogia d’Autunno. Mandato triennale per rafforzare il legame tra tradizione e contemporaneità

RAVENNA – Il Ravenna Festival si prepara ad aprire un nuovo capitolo della propria storia artistica. A inizio agosto, il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Ravenna Manifestazioni ha deliberato all’unanimità la nomina di Anna Leonardi e Michele Marco Rossi quali co-direttori artistici a partire dall’edizione 2026, accogliendo l’indicazione della fondatrice del Festival Cristina Mazzavillani Muti.

La decisione arriva mentre la XXXVI edizione si avvicina al coronamento con la Trilogia d’Autunno, in programma dal 12 al 16 novembre, confermando un momento di transizione che coniuga continuità storica e rinnovamento artistico. La delibera del Consiglio di Amministrazione è stata anche occasione per rinnovare i ringraziamenti a Franco Masotti per lo straordinario lavoro compiuto durante gli anni di direzione artistica del Festival.

Una co-direzione con radici nel presente del Festival

I nuovi co-direttori artistici non arrivano da esterni alla manifestazione: Anna Leonardi e Michele Marco Rossi hanno già curato progetti significativi per il Ravenna Festival negli ultimi anni. Nel 2024 hanno realizzato Chiamata alle arti, iniziativa che ha portato a Ravenna oltre 300 giovani artisti tra orchestre, ensemble, performer, rapper, artisti visivi, compagnie teatrali e fotografi, creando uno spazio unico di espressione e scambio tra le nuove generazioni.

Nel 2025 hanno curato Cantare amantis est, progetto che ha incluso due giornate di masterclass guidate dal Maestro Riccardo Muti con oltre tremila coristi provenienti da tutta Italia, impegnati in pagine di Verdi e nell’inno di Mameli. Questi precedenti testimoniano la capacità di coniugare tradizione musicale e coinvolgimento di massa, elementi caratteristici dell’identità del Festival.

«Siamo felici e onorati dell’incarico che ci viene affidato», hanno dichiarato Anna Leonardi e Michele Marco Rossi. «La tradizione del Ravenna Festival affonda le sue radici nella visione di Cristina Mazzavillani Muti. Lavoreremo al nostro meglio per portare avanti quegli ideali, per continuare questa visione nel solco della multidisciplinarietà e della trasversalità culturale, generazionale e artistica».

Un mandato triennale per consolidare la programmazione

La struttura organizzativa prevede una transizione graduale: insieme ad Angelo Nicastro, Anna Leonardi e Michele Marco Rossi cureranno la programmazione del 2026, mentre nel 2027 e 2028 saranno chiamati a delineare in autonomia i percorsi artistici della manifestazione. Il mandato triennale è stato concepito per consentire un lavoro di ricerca, ascolto e dialogo con il territorio, rafforzando il legame tra la tradizione culturale della città e le sfide della contemporaneità.

«Ravenna è una grande casa delle artiste e degli artisti, un laboratorio del presente e una lente della contemporaneità», hanno sottolineato i nuovi co-direttori. «La nostra felicità va di pari passo con la speranza di contribuire a costruire un futuro in cui arte e cultura possano rappresentare sempre più uno strumento fondamentale di espressione per la vita delle persone, anche e soprattutto in questi tempi pieni di guerra e sofferenza».

Continuità nella visione multidisciplinare

La nomina conferma l’orientamento del Ravenna Festival verso una programmazione che attraversa linguaggi artistici diversi, caratteristica che ha contraddistinto la manifestazione sin dalla sua fondazione. La scelta di una co-direzione rappresenta inoltre un elemento innovativo nel panorama dei festival italiani, permettendo di combinare competenze e visioni complementari nella costruzione dell’offerta artistica.

Il Festival, che negli anni si è affermato come punto di riferimento internazionale per la qualità delle proposte e la capacità di attrarre pubblico da tutto il mondo, si prepara così ad affrontare le sfide future mantenendo salda la propria identità. La presenza di Cristina Mazzavillani Muti come fondatrice e l’indicazione sui nuovi direttori artistici garantisce la continuità con i valori fondanti della manifestazione.

La transizione avviene in un momento particolare per il mondo culturale, chiamato a rispondere alle trasformazioni sociali e tecnologiche contemporanee mantenendo al contempo la centralità dell’esperienza artistica dal vivo. Il Ravenna Festival, con la sua storia ultraventennale e la capacità di rinnovarsi, si posiziona per affrontare questa sfida con strumenti consolidati e nuove prospettive creative.

L’edizione 2026 rappresenterà quindi il banco di prova per la nuova direzione artistica, chiamata a dimostrare la capacità di mantenere gli standard qualitativi raggiunti e di aprire nuovi orizzonti creativi nel rispetto dell’identità storica del Festival.

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