RAVENNA – Il futuro del porto di Ravenna corre sui binari e punta alla neutralità energetica. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico centro settentrionale ha varato il Piano Operativo Triennale (POT) 2026-2028, un documento che trasforma lo scalo in un laboratorio di innovazione logistica e ambientale. Approvato dal Comitato di Gestione, il piano non si limita a gestire l’ordinario, ma accelera su due fronti decisivi per la competitività europea: l’intermodalità ferroviaria e la transizione ecologica.
Il cuore strategico del triennio è rappresentato dal potenziamento della rete ferroviaria. In un mercato globale che chiede velocità e riduzione dell’impronta di carbonio, Ravenna punta tutto sull’integrazione con i nodi regionali e sul completamento dell’«ultimo miglio». L’obiettivo è trasformare le banchine in un sistema fluido dove le merci, dopo aver toccato terra, possano essere immediatamente smistate su rotaia verso i grandi corridoi nazionali, riducendo la dipendenza dal trasporto su gomma e aumentando la capacità di ricezione dello scalo.
Parallelamente alla rivoluzione dei binari, il Piano pone la sostenibilità al centro di ogni intervento. Non si tratta più soltanto di mitigazione ambientale, ma di una vera e propria strategia di efficientamento energetico che coinvolge l’intero sistema portuale. Dalla digitalizzazione dei processi per snellire i tempi di sosta delle navi — e dunque le emissioni — alla rigenerazione urbana del waterfront, il porto si candida a diventare un modello di convivenza con il territorio cittadino. La valorizzazione delle aree urbane e la protezione degli ecosistemi locali diventano così parte integrante dello sviluppo industriale, in un’ottica di coesione territoriale che punta a trasformare lo scalo in un hub energetico moderno e sicuro.
«Siamo in una fase evolutiva cruciale», ha commentato il presidente dell’Autorità Portuale, Francesco Benevolo. «I risultati del 2025, con il record storico di 28 milioni di tonnellate movimentate, confermano che la strada intrapresa è quella corretta. Ora però dobbiamo alzare l’asticella: la sfida è rendere questo volume di traffico sempre più compatibile con l’ambiente grazie al potenziamento dei collegamenti infrastrutturali e alla transizione energetica». Benevolo ha voluto inoltre sottolineare il contributo tecnico del segretario generale, Fabio Maletti, e di tutta la struttura dell’Ente, ringraziandoli per aver tradotto queste complesse sfide in un cronoprogramma operativo concreto per il prossimo triennio.



