Forza Italia sollecita il Comune sulla piena applicazione della normativa. Al centro il diritto all’autonomia e all’inclusione sociale per chi vive una condizione di fragilità
RAVENNA – Quanto è concreta l’attuazione dei «Progetti di vita» per le persone con disabilità a Ravenna? La domanda arriva da un’interrogazione consiliare presentata da Alberto Ancarani, capogruppo di Forza Italia, che pone l’accento sull’applicazione della Legge 328/2000, norma quadro che prevede percorsi personalizzati e coordinati per garantire piena integrazione scolastica, riabilitativa, lavorativa e sociale.
Il documento richiama un principio fondamentale: la persona con disabilità non è un semplice utente di servizi settoriali, ma un cittadino con esigenze, interessi e potenzialità da valorizzare attraverso un progetto individuale condiviso. Questo strumento, predisposto dal Comune d’intesa con l’ASL, dovrebbe coordinare interventi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali, coinvolgendo la famiglia e il contesto territoriale.
L’interrogazione sottolinea come tale approccio sia stato rafforzato dalla Legge 112/2016, nota come «Durante e Dopo di Noi», che identifica proprio il progetto individuale quale punto di partenza per costruire percorsi di autonomia. La normativa richiama l’articolo 19 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che sancisce il diritto alla vita indipendente e all’inclusione nella comunità.
Ancarani evidenzia l’importanza della fascia d’età 18-65 anni, quando la persona diventa adulta mentre le famiglie affrontano difficoltà crescenti legate all’invecchiamento. Il Decreto Legislativo 66/2017 sulla «Buona Scuola» ha ulteriormente integrato questi percorsi nell’ambito dell’inclusione scolastica, legando il Piano Educativo Individualizzato al progetto di vita complessivo.
Le domande poste all’amministrazione riguardano il recepimento della normativa, il numero effettivo di progetti attivi, gli strumenti di valutazione multidimensionale utilizzati, i criteri per stabilire obiettivi e budget, le modalità di monitoraggio e i livelli di efficacia raggiunti. Il consigliere chiede inoltre quante famiglie si siano rivolte agli uffici competenti e quali sostegni concreti vengano offerti.



