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Ravenna: l’ex sede dell’Ordine Francescano Secolare in stato di abbandono solleva interrogativi urbanistici

Il coordinatore della coalizione Lega-PdF-LpRa, Mirko De Carli, chiede chiarimenti sull’utilizzo futuro dell’immobile in Via Port’Aurea e dei relativi parcheggi

L’abbandono dell’immobile che ospitava le attività dell’Ordine Francescano Secolare in Via Port’Aurea a Ravenna sta generando crescenti preoccupazioni per il decoro urbano e l’utilizzo degli spazi pubblici nel centro storico della città romagnola.

La questione è stata sollevata da Mirko De Carli, coordinatore della coalizione Lega-PdF-LpRa, che ha evidenziato come da mesi la situazione si sia deteriorata, coinvolgendo anche l’adiacente parcheggio ex Aci. «Da tempo le attività di carità e aiuto ai più fragili dell’Ordine francescano secolare di Ravenna hanno lasciato gli spazi in Via Port’Aurea», ha dichiarato De Carli, sottolineando l’assenza di un piano chiaro per la gestione e valorizzazione dell’area.

La situazione dei parcheggi

Il problema non si limita all’immobile stesso, ma si estende ai posteggi di colore giallo precedentemente riservati all’ordine religioso. Secondo quanto riferito dal coordinatore politico, in questi spazi sono cresciute erbacce e si assiste a un fenomeno di occupazione abusiva attraverso sedie e altri oggetti, successivamente rimossi arbitrariamente dai cittadini che necessitano di parcheggio.

La questione assume particolare rilevanza considerando la scarsità di posti auto nel centro storico ravennate e l’elevata domanda di parcheggio da parte di residenti e visitatori. L’area in questione rappresenta infatti una delle zone centrali più frequentate della città, con significative implicazioni per la mobilità urbana.

Le richieste dell’opposizione

De Carli ha richiesto un intervento diretto dell’amministrazione comunale per definire il futuro utilizzo degli spazi, coinvolgendo i soggetti privati interessati. «Serve capire quale progetto sia previsto o immaginato per questo immobile e quale destinazione futura avranno questi posteggi auto», ha precisato, evidenziando l’importanza strategica della location.

Il coordinatore ha inoltre posto l’accento sull’aspetto dell’immagine cittadina, definendo l’area parte del «biglietto da visita di alto profilo che la città merita di avere da esporre al meglio per turisti di ogni tipo». Una considerazione particolarmente significativa per Ravenna, patrimonio UNESCO e meta di turismo culturale internazionale.

Contesto urbanistico

La vicenda si inserisce nel più ampio dibattito sulla rigenerazione urbana dei centri storici italiani e sulla gestione degli spazi lasciati liberi da enti religiosi o associazioni. Il caso ravennate presenta caratteristiche peculiari data la centralità della location e il suo impatto diretto sulla viabilità cittadina.

L’Ordine Francescano Secolare aveva utilizzato gli spazi per attività caritative e di sostegno alle fasce più fragili della popolazione, lasciando un vuoto non solo fisico ma anche sociale nella comunità locale. La transizione verso un nuovo utilizzo degli spazi richiede pertanto una pianificazione che tenga conto sia degli aspetti urbanistici che di quelli sociali.

La questione rimane aperta, in attesa di chiarimenti da parte dell’amministrazione comunale sulla strategia di recupero e riqualificazione dell’area, che dovrà bilanciare esigenze di decoro urbano, necessità di parcheggio e valorizzazione del patrimonio immobiliare del centro storico.

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