Il capogruppo di Lista per Ravenna chiede al sindaco copia delle documentazioni che autorizzano l’abbattimento. Il regolamento comunale impone procedure precise, ma non è chiaro se siano state rispettate.
RAVENNA – La vicenda dei sei pini storici del Mausoleo di Galla Placidia approda in consiglio comunale con un’interrogazione question time firmata dal capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi. Il documento solleva dubbi procedurali sull’abbattimento richiesto dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Romagna all’Arcidiocesi il 17 novembre scorso.
La richiesta della Soprintendenza definisce erroneamente gli alberi «pini marittimi», mentre si tratta di pini domestici, e chiede «autorizzazione urgente» per l’abbattimento e l’interdizione dell’area. Ma Ancisi richiama l’articolo 7 del regolamento comunale del Verde, che vieta l’abbattimento senza preventiva autorizzazione del Servizio Ambiente e Aree Verdi per alberi con circonferenza superiore a 60 centimetri per le specie di prima grandezza.
«Le motivazioni che consentono l’abbattimento sono: pericolo di crollo, danni oggettivamente riscontrabili a strutture, eccessiva densità di impianto o ristrutturazione del giardino», specifica l’interrogazione. L’autorizzazione richiede una domanda del proprietario «corredata da idonea documentazione fotografica e da quanto altro necessario a definirne lo stato di necessità».
Ancisi chiede al sindaco se la Soprintendenza ha presentato tale domanda e, in caso affermativo, copia della documentazione completa e dell’eventuale autorizzazione rilasciata. Il regolamento prevede però un’eccezione: sono esclusi dalle norme «gli abbattimenti ordinati da sentenze giudiziarie e quelli dettati da evidenti ragioni di incolumità pubblica».
Sul punto, il capogruppo chiede «copia dell’eventuale sentenza giudiziaria» oppure «documentazione attestante le suddette evidenti ragioni di incolumità pubblica», insieme all’identificazione dell’Autorità Pubblica competente e le norme di legge che le attribuiscano tale competenza.
L’interrogazione arriva mentre associazioni cittadine e studiosi hanno presentato una relazione tecnica del dottore forestale Gian Pietro Cantiani, che certifica le buone condizioni degli alberi, e un parere del professor Andrea Padovani che denuncia l’assenza di trasparenza. La Soprintendenza non ha ancora reso pubbliche le perizie che motiverebbero l’intervento drastico.
Il filare quasi ottantenne costituisce con i monumenti paleocristiani UNESCO un’iconografia riconosciuta a livello mondiale. L’interrogazione pone questioni procedurali concrete: chi ha deciso l’abbattimento, con quale documentazione tecnica, rispettando quali normative. Ancisi precisa che «l’apparente inclinazione» visibile nelle fotografie «è dovuta alla deformazione prospettica», caratteristica dei pini marittimi ma non dei domestici come questi esemplari.
Le risposte del sindaco potrebbero chiarire se le procedure amministrative siano state rispettate o se l’abbattimento proceda attraverso canali straordinari che esulano dalle competenze comunali ordinarie.



