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mercoledì 14 Gennaio 2026
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Ravenna paralizzata dai cantieri, Spadoni: «Manca solo la chiusura del ponte mobile»

RAVENNA. Una città letteralmente «paralizzata» dal traffico. È questo il quadro che emerge dalle parole di Gianfranco Spadoni, consigliere comunale della Lista per Ravenna-Lega-Popolo della famiglia, che ha sollevato un grido d’allarme sulla situazione della viabilità cittadina proprio nel momento di massimo afflusso turistico.

La situazione critica nella zona sud

Il nodo principale della questione si concentra nella zona meridionale di Ravenna, dove diversi cantieri simultanei stanno creando una vera e propria «tempesta perfetta» per automobilisti e pendolari. Gli interventi Anas in corso sulla Strada Statale Adriatica hanno ridotto la percorrenza spesso a una sola carreggiata, provocando rallentamenti costanti e situazioni potenzialmente pericolose.

«A questa situazione di per sé complicata e per certi versi anche pericolosa, vanno ad aggiungersi i simultanei interventi sul ponte di via Cella sul fiume Ronco per la durata di sette settimane», ha spiegato Spadoni nella sua denuncia pubblica.

L’effetto domino sui percorsi alternativi

La chiusura parziale delle arterie principali ha inevitabilmente creato un effetto domino sui percorsi alternativi. Via 56 Martiri, già strutturalmente stretta, risulta ora «letteralmente soffocata da veicoli anche pesanti». Non va meglio per via Romea, la Rotonda Gran Bretagna e via Galilei, quest’ultima caratterizzata da una conformazione «ad imbuto» che facilita la formazione di ingorghi.

Particolarmente critica la situazione di Madonna dell’Albero, una località che rischia di rimanere praticamente isolata a causa della sovrapposizione dei cantieri.

Il ponte mobile: un’infrastruttura «anomala»?

Ma l’elemento che ha fatto traboccare il vaso è stata l’ennesima manutenzione programmata del ponte mobile, infrastruttura fondamentale per il completamento del sistema viario cittadino. «Mi pare che si tratti di una struttura con un’esigenza un po’ anomala di manutenzioni così frequenti da non giustificare così ripetuti interventi manutentivi», ha osservato il consigliere, pur precisando che la competenza non riguarda il Comune.

La chiusura del ponte mobile comporta il riversamento obbligatorio del traffico su percorsi alternativi già congestionati, creando «lunghe file interminabili di veicoli».

La richiesta di coordinamento

Spadoni non mette in discussione l’importanza dei lavori di manutenzione e ammodernamento, ma solleva una questione di metodo: «Sarebbe stato più opportuno un minimo coordinamento proprio per evitare la contemporaneità delle attività lavorative».

Il timing degli interventi appare infatti particolarmente infelice, coincidendo con il periodo di «pieno turismo» quando la città dovrebbe presentarsi al meglio ai visitatori e garantire una viabilità scorrevole per residenti e turisti.

L’impatto sul turismo estivo

La situazione descritta dal consigliere comunale assume contorni ancora più preoccupanti se considerata nel contesto dell’economia turistica ravennate. Il periodo estivo rappresenta tradizionalmente uno dei momenti di maggiore affluenza per la città, che vede convergere visitatori diretti verso i monumenti UNESCO del centro storico e le località balneari del litorale.

La paralisi del traffico cittadino rischia di compromettere non solo la qualità della vita dei residenti, ma anche l’esperienza dei turisti, con potenziali ricadute negative sull’immagine e sull’economia locale.

Le prospettive future

Mentre i lavori proseguono secondo le tempistiche previste, resta aperta la questione sollevata da Spadoni sulla necessità di un maggiore coordinamento tra gli enti coinvolti nei lavori pubblici. Una lezione che potrebbe rivelarsi preziosa per evitare che situazioni analoghe si ripetano in futuro, specialmente durante i periodi di maggiore sensibilità per l’economia cittadina.

La speranza è che, una volta completati tutti gli interventi, Ravenna possa beneficiare di una rete viaria più moderna ed efficiente, capace di sostenere adeguatamente sia le esigenze quotidiane dei residenti che i flussi turistici stagionali.

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