Ravenna – È entrata in funzione dallo scorso maggio la FSRU «BW Singapore», l’unità di stoccaggio e rigassificazione acquistata da Snam nel luglio 2022 per fronteggiare l’emergenza energetica seguita alla guerra russo-ucraina. Ormeggiata a circa quattro miglia dalla costa ravennate, la nave ha una capacità di trasformazione stimata in 5 miliardi di metri cubi di gas naturale liquefatto all’anno, che vengono immessi nella rete di distribuzione nazionale.
Secondo Snam e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’arrivo della FSRU rappresenta una risposta strategica alla crisi energetica e un passo cruciale per diversificare le fonti di approvvigionamento del Paese.
Ma non mancano i dubbi. Con un comunicato diffuso il 28 agosto, la sezione ravennate di Italia Nostra ha sollevato interrogativi circa la sicurezza della collocazione della nave, segnalando che la «BW Singapore» risulterebbe «semplicemente alla fonda» e non ormeggiata a un’infrastruttura stabile e protetta. L’associazione sottolinea che, in assenza della diga foranea di protezione, ancora lontana dal completamento, la nave potrebbe trovarsi esposta alle condizioni meteomarine più avverse, con la necessità di disimpegnarsi rapidamente in caso di mare grosso.
Italia Nostra evidenzia inoltre che, contrariamente alla prassi di altre unità FSRU, normalmente «ormeggiate in modo stabile e definitivo per tutta la durata della loro vita commerciale», la nave ravennate dovrebbe essere costantemente pronta a muoversi. L’associazione domanda quindi «chi si assuma la responsabilità giuridica di questa situazione d’incertezza» e chi abbia autorizzato formalmente l’entrata in funzione dell’impianto «sapendo che la diga foranea è ancora assai lontana dall’essere completata».
Un altro punto sollevato riguarda le delicate operazioni di trasbordo «ship to ship», attraverso cui le metaniere trasferiscono il GNL alla FSRU per la successiva rigassificazione. Secondo il comunicato, «sarebbe interessante capire quanti comandanti si sono succeduti in questi pochi mesi di esercizio operativo e chi ha firmato, di volta in volta, le autorizzazioni a procedere per le operazioni di discarica».
Il documento non assume una posizione contraria alla funzione energetica della FSRU, ma invita a una riflessione sulla trasparenza delle procedure autorizzative e sulla gestione delle condizioni di sicurezza.
Il caso della «BW Singapore» apre così un dibattito in cui si intrecciano due esigenze cruciali: da un lato, la garanzia dell’approvvigionamento energetico nazionale in un contesto geopolitico instabile; dall’altro, la richiesta di certezze sul piano tecnico, giuridico e ambientale per un impianto strategico collocato a poche miglia dalla costa.



