RIMINI – Un milione e 200mila euro per garantire il diritto all’estate anche ai bambini più fragili. Il Comune di Rimini ha stanziato risorse record per il sostegno educativo nei centri estivi, permettendo a 335 minori dai 3 ai 19 anni di partecipare alle attività con 61.900 ore di assistenza qualificata.
L’investimento segna un salto di qualità rispetto al passato. Prima della pandemia il servizio coinvolgeva circa 200 bambini con una spesa di 650mila euro. Oggi le richieste sono cresciute e l’amministrazione ha risposto raddoppiando lo sforzo finanziario: un milione dal bilancio comunale, più fondi regionali ed europei.
«Investire nella possibilità di vivere l’estate insieme, senza barriere, significa investire in una città più giusta», spiega Chiara Bellini, vicesindaca con delega alle politiche educative. «Questo intervento rappresenta la volontà di accompagnare ogni bambina e bambino verso l’autonomia e l’inclusione.»
Il servizio è affidato a educatori socio-pedagogici per i quali il Comune ha riconosciuto gli adeguamenti contrattuali della cooperazione sociale, adeguandosi all’evoluzione normativa del settore.
L’iniziativa colloca Rimini tra i comuni italiani che investono di più nell’inclusione estiva. «Non si tratta solo di cifre», aggiunge Bellini, «ma della costruzione quotidiana di una società coesa, dove ogni persona ha diritto a stare bene, imparare, giocare e crescere.»
Una scelta che l’amministrazione definisce «politica, sociale e culturale», che conferma la visione di una Rimini come comunità aperta e solidale, dove il pubblico interviene nelle aree di maggiore fragilità per garantire diritti che altrimenti rischierebbero di rimanere sulla carta.



