RIMINI – Dal 5 al 7 settembre Rimini ospita “Le Giornate di don Oreste”, un programma di eventi per celebrare il centenario dalla nascita del sacerdote che ha rivoluzionato l’approccio cattolico verso gli ultimi. Don Oreste Benzi, nato a San Clemente nel 1925 e scomparso nel 2007, viene ricordato come uno dei protagonisti più significativi del cattolicesimo sociale del Novecento.
L’iniziativa, promossa dal Comitato Nazionale per le celebrazioni del Centenario insieme alla Fondazione Don Oreste Benzi, al Comune e alla Diocesi di Rimini, rappresenta il culmine di un anno di commemorazioni iniziate nel settembre 2024 e che proseguiranno fino all’autunno in Italia e all’estero.
Il programma delle celebrazioni
Le commemorazioni si aprono venerdì 5 settembre alle 17 con una messa sul mare, celebrata dal cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. La scelta del mare come luogo simbolico richiama uno degli scenari più significativi della pastorale di don Benzi. A seguire, un pic-nic solidale ispirato alla campagna «Un Pasto al Giorno» darà avvio a una serata dedicata a musica e teatro.
Il programma centrale si sviluppa sabato 6 settembre con sei conferenze distribuite nel centro cittadino, focalizzate sul tema della «società del gratuito», uno dei concetti fondamentali nell’impianto sociale e politico del sacerdote riminese. Gli incontri affronteranno educazione, economia, pace, politica, spiritualità e cura del creato, con la partecipazione di esperti tra cui lo psicopedagogista Stefano Rossi, il giornalista Marco Tarquinio, l’economista Leonardo Becchetti e don Aldo Buonaiuto.
Nel pomeriggio di sabato è previsto un ritratto narrativo del sacerdote attraverso testimonianze dirette di chi lo ha conosciuto, con interventi della giornalista Lucia Bellaspiga, dell’economista Stefano Zamagni e dei rappresentanti delle associazioni cattoliche nazionali. La giornata si concluderà con una messa all’aperto presieduta dal vescovo di Rimini Nicolò Anselmi e un concerto del gruppo Asa Branca insieme all’orchestra Eyos del liceo Einstein.
Le celebrazioni si chiudono domenica 7 settembre, giorno esatto del centenario, con la messa nella Cattedrale di Rimini.
L’eredità di don Oreste Benzi
Fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII, don Benzi ha dedicato la sua esistenza alla lotta contro prostituzione e droga, all’inclusione lavorativa delle persone con disabilità e alla creazione delle case famiglia. La sua figura ha anticipato di decenni l’idea di «Chiesa in uscita», diventata centrale nel pontificato di Papa Francesco.
«Don Oreste intuì che era necessario riconoscere il valore della gratuità, che non va confuso con il concetto di ‘gratis’», spiega Stefano Zamagni, presidente del Comitato nazionale per il centenario. «La società del gratuito si esprime nell’economia, non fuori, attraverso la reciprocità. La grande novità è che ha operato ‘con’ gli ultimi e non solo ‘per’ gli ultimi».
Il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, sottolinea l’attualità del messaggio: «Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, riprese una frase del Don: “La speranza si fa concreta, diviene realtà, se metto la mia vita insieme con la tua vita”. In queste parole sta racchiuso il senso più profondo della parola comunità».
La dimensione internazionale dell’opera
Matteo Fadda, presidente dell’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, evidenzia la portata rivoluzionaria dell’approccio di don Benzi: «Con la sua vita fatta di testimonianza e di lotta, ha impresso una vera rivoluzione alla visione del mondo del suo tempo e del nostro tempo, mostrandoci che è possibile vivere non mettendo al primo posto il profitto e il successo, ma mettendo al centro la persona umana».
Il vescovo di Rimini, monsignor Nicolò Anselmi, definisce don Benzi «prima di tutto prete, e prete diocesano», sottolineando come «non ha scelto semplicemente di stare con i poveri: ha scelto Cristo». In ogni persona assistita, secondo Anselmi, «don Oreste vedeva Cristo e si metteva al loro fianco con lo sguardo misericordioso di Gesù».
Le celebrazioni riminesi si inseriscono in un contesto commemorativo nazionale che attraversa tutto il 2025, testimoniando l’impatto duraturo di una figura che ha saputo coniugare fede e impegno sociale, anticipando modelli di welfare partecipativo oggi considerati innovativi. La formula “nulla per noi senza di noi”, cara a don Benzi, rappresenta tuttora un paradigma nell’approccio ai servizi sociali e all’inclusione.



