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venerdì 16 Gennaio 2026
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Sanità, 107mila euro di premi ai dirigenti AUSL: la denuncia di Ancisi

Il capogruppo di Lista per Ravenna: «Il direttore generale si è assegnato 37mila euro mentre i cittadini aspettano ore al pronto soccorso»

È Alvaro Ancisi, capogruppo consiliare di Lista per Ravenna, a sollevare il caso dei maxi-premi distribuiti ai vertici dell’AUSL Romagna: oltre 107mila euro di bonus per il 2024, mentre la sanità pubblica vive una crisi profonda.

Il 26 agosto, con l’autorizzazione della Giunta Regionale de Pascale del 4 agosto, il direttore generale dell’AUSL Romagna ha assegnato 37.306 euro a se stesso e 29.845 euro ciascuno al direttore sanitario e amministrativo. Motivo: aver raggiunto il 91% degli obiettivi prefissati.

I numeri che non convincono

I premi si aggiungono agli stipendi già consistenti: 154.937 euro annui per il direttore generale, 123.949 euro per gli altri due dirigenti. Il meccanismo ha fatto scattare automaticamente altri 10.863 euro per il Collegio sindacale, portando il totale a 107.861 euro prelevati dal bilancio aziendale.

«Difficile far credere ai cittadini che nel 2024 la sanità pubblica abbia funzionato al meglio», osserva Ancisi, sottolineando come la realtà quotidiana racconti pronti soccorso sovraffollati, liste d’attesa infinite e cittadini costretti a rivolgersi al privato o a rinunciare alle cure.

La beffa dei ticket arretrati

Mentre i dirigenti si premiano, la Regione ha avviato una campagna massiccia per recuperare ticket non pagati risalenti a cinque-sei anni fa, creando ulteriore malcontento tra i cittadini.

Il paradosso è evidente: chi gestisce il sistema riceve premi sostanziosi pagati proprio da tasse e ticket dei cittadini che subiscono quotidianamente le inefficienze del servizio.

Il personale sanitario dimenticato

La denuncia di Ancisi evidenzia anche il contrasto stridente con la situazione del personale medico e infermieristico, in lotta per aumenti minimi degli stipendi normali. Agli operatori vengono negati straordinari e nuove assunzioni, mentre i vertici si distribuiscono bonus di migliaia di euro.

Il sistema di valutazione, teoricamente supervisionato da un Organismo indipendente, rimane in realtà tutto interno alla Regione, sollevando dubbi sull’effettiva imparzialità dei controlli.

La questione sollevata dal consigliere ravennate tocca un nervo scoperto del rapporto tra istituzioni e cittadini: come giustificare premi così elevati quando il servizio pubblico mostra evidenti criticità nella quotidianità di chi lo utilizza?

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