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lunedì 9 Febbraio 2026
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Sanità e finanza in Emilia-Romagna: il nodo dei ticket tra bilancio e fragilità sociale

Il delicato equilibrio tra la tenuta dei conti pubblici e la tutela del diritto alla salute è al centro di un acceso dibattito politico nel Consiglio comunale di Ravenna. Al cuore della discussione vi è una mozione presentata da Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, che chiede di sollevare i pazienti più fragili e con redditi medio-bassi dal nuovo ticket sui farmaci di fascia A, introdotto dalla Regione Emilia-Romagna nella primavera del 2025.

La genesi del provvedimento affonda le radici in una complessa situazione finanziaria. La sezione regionale di controllo della Corte dei Conti aveva infatti certificato, nel bilancio 2024, un debito di 378 milioni di euro sulla parte corrente. Sebbene l’ente presentasse un saldo formalmente attivo, i magistrati contabili hanno evidenziato come tale risultato fosse frutto di entrate straordinarie e compensazioni occasionali, sollecitando «interventi strutturali di contenimento della spesa» per garantire la stabilità dei servizi essenziali.

In risposta a queste criticità, la Giunta regionale guidata da Michele de Pascale ha varato una manovra fiscale che ha previsto l’incremento di IRPEF, IRAP e IRES, oltre alla tassa automobilistica. Tuttavia, è l’introduzione del contributo di 2,20 euro per confezione di medicinali (fino a un tetto di 4 euro per ricetta) a generare le maggiori riflessioni sul piano sociale. Secondo le stime regionali, la misura dovrebbe garantire un gettito di 131,86 milioni di euro in due anni e mezzo, necessari a fronteggiare una spesa farmaceutica nazionale che nel 2024 ha toccato i 37,2 miliardi di euro.

La mozione ravennate pone l’accento sulla natura di questo prelievo, definito «una nuova infausta tassa sui medicinali» che colpirebbe prodotti di primaria necessità esistenziale. Il documento evidenzia come l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche rendano l’acquisto dei farmaci un onere costante per le famiglie. Viene inoltre sollevato un profilo di legittimità costituzionale, citando l’articolo 23 e l’articolo 53 della Carta, secondo cui tutti devono concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.

L’iniziativa di Ancisi invita il sindaco di Ravenna a farsi portavoce presso la Regione e la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria per rimodulare le esenzioni. Il nodo resta la sostenibilità: come preservare l’universalità del sistema sanitario regionale senza compromettere il pareggio di bilancio richiesto dalle autorità contabili.

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