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Scontro su antisemitismo e Fiamma tricolore fra Barcaiuolo e de Pascale

Il presidente dell’Emilia-Romagna Michele de Pascale ha attaccato il simbolo di Fratelli d’Italia nel contesto delle tensioni internazionali, scatenando una dura risposta del coordinatore regionale del partito Michele Barcaiuolo.

La polemica è emersa quando Michele de Pascale, presidente dell’Emilia-Romagna, ha dichiarato in pubblico: «Hanno avuto il coraggio di darci degli antisemiti, loro, Fratelli d’Italia, che hanno ancora quella fiamma nel simbolo del loro partito». Il governatore ha collegato questa critica alla sua posizione sulla questione israeliano-palestinese, sostenendo che la «colpa» del suo schieramento sarebbe «quella di rifiutarci di discutere di risparmio idrico, sanità e agricoltura con il Governo israeliano mentre vengono uccisi migliaia di civili innocenti».

De Pascale ha inoltre invitato la premier Giorgia Meloni e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a «mettere in campo sanzioni e azioni concrete», definendo «le vuote parole di condanna» insufficienti per «salvare vite» e «coscienze».

La replica di Barcaiuolo: “Fantasmi ideologici”

La risposta è arrivata dal senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia per l’Emilia-Romagna ed eletto senatore nel 2022. Barcaiuolo ha definito le parole di De Pascale «l’ennesima dimostrazione di come una certa sinistra preferisca agitare fantasmi ideologici piuttosto che confrontarsi sui fatti».

Il coordinatore regionale ha respinto le accuse definendo l’attacco alla fiamma nel simbolo del partito come «un modo scorretto e strumentale per delegittimare un partito democratico, profondamente radicato nelle istituzioni e saldamente ancorato ai valori dell’Occidente e della libertà e della democrazia».

Il significato della fiamma tricolore

Barcaiuolo ha difeso il simbolo storico spiegando che «la fiamma tricolore rappresenta il simbolo della destra democratica dal dopoguerra e su quella fiamma si basano i valori di legalità, onestà, libertà, democrazia ed identità nazionale». Il senatore ha poi fatto riferimento ai simboli della sinistra, sottolineando come «certo non si trovavano nella falce e martello, che infatti il partito di De Pascale ha dovuto, forse suo malgrado, cancellare».

Il coordinatore regionale ha inoltre rivendicato l’operato del partito sotto la leadership di Giorgia Meloni, affermando che «Fratelli d’Italia ha condannato in modo chiaro e inequivocabile ogni forma di antisemitismo, razzismo e totalitarismo», auspicando che «accadesse lo stesso a sinistra».

Le accuse incrociate

Barcaiuolo ha capovolto le accuse di antisemitismo, suggerendo che De Pascale stia inscenando «una polemica tanto pretestuosa quanto infondata, forse per l’imbarazzo di nascondere alcune posizioni che lambiscono l’antisemitismo da parte di alcuni esponenti del Pd e dell’estrema sinistra che lo tiene sotto scacco».

Il senatore ha concluso attribuendo al presidente regionale una strategia diversiva per «distrarre l’opinione pubblica dalla sua costante prerogativa ben chiara in questi mesi: mettere le mani in tasca ai cittadini emiliano-romagnoli».

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