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martedì 14 Aprile 2026
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Seguendo Chesterton anche noi combatteremo per ricordare «che le foglie sono verdi»: nasce Romagna Più

Intervista di Emiliano Procucci a Simone Ortolani sul blog «Romagna Più»

Perché nasce il blog Romagna Più?

«Il blog Romagna Più nasce dal desiderio di arricchire il pluralismo dell’informazione, offrendo alla comunità romagnola strumenti di riflessione in un’epoca segnata da profondi mutamenti geopolitici»

Che cosa ha ispirato la creazione di questa nuova realtà?

«L’idea è nata dalla volontà di offrire un contributo informativo che rifletta esperienze di impegno civile e sociale maturate negli ultimi anni, nel mio specifico caso anche come cronista e autore televisivo. Desideriamo che il nostro lavoro sia orientato a promuovere un’informazione che favorisca il bene comune, la coesione sociale e l’attenzione ai problemi pratici dei cittadini, sui quali vogliamo accendere un riflettore per contribuire alla loro soluzione.»

Come intende Romagna Più presentare il nostro territorio?

«Vogliamo raccontare ciò che rende la Romagna unica: la sua storia millenaria, la cultura, le tradizioni, la gastronomia e le eccellenze locali. La Romagna è una terra viva e complessa, segnata da una grande eredità culturale e civile. Pensiamo al forlivese Aurelio Saffi, triumviro della Repubblica Romana, ad Alfredo Oriani, scrittore e poeta, al faentino Pietro Nenni, leader socialista, antifascista, protagonista della ricostruzione democratica. O a Benigno Zaccagnini, segretario della Democrazia Cristiana negli anni difficili del terrorismo, noto per la sua sobrietà, moralità e il suo incisivo contributo all’implementazione dello scalo portuale ravennate. Pensiamo anche all’imprenditore Serafino Ferruzzi, una personalità economica che giganteggia sul piano internazionale per la sua capacità di costruire e il suo genio.

Non possiamo ignorare che la Romagna è stata terreno di grandi tensioni e fermenti ideologici, ma anche di una ricca eredità di pensiero. Il pensiero mazziniano ha influenzato profondamente per decenni la politica locale, promuovendo la partecipazione civica. Non dobbiamo nemmeno dimenticare che, in precedenza, il territorio è stato sottoposto per secoli al potere temporale dei Papi: sebbene questa fase sia stata spesso oggetto di interpretazioni controverse e di una demonizzazione post-risorgimentale che ancora aleggia in molti libri di scuola, essa ha lasciato in eredità importanti opere civiche, soprattutto nel contesto portuale, come i lavori di ampliamento e miglioramento del porto di Ravenna, ancora oggi fondamentali per l’economia locale.

Va ricordato che la Romagna ha dato alla Chiesa diversi Papi, quali Pasquale II, Giovanni X, Onorio II, Clemente XIV, Pio VI e Pio VII,  a testimonianza del suo ruolo storico e spirituale nel cuore dell’Italia. Il potenziamento del porto di Ravenna sotto il dominio papale vide importanti ampliamenti e manutenzioni che garantirono alla città un ruolo di rilievo nel commercio marittimo e nella difesa costiera. Numerosi centri urbani romagnoli furono dotati di mura, castelli, archi e infrastrutture pensate per la sicurezza e l’ordine pubblico. Inoltre, la presenza papale assicurò il sostegno alle istituzioni culturali e religiose, garantendo la tutela di importanti patrimoni artistici e monumentali, inclusa la preziosa conservazione dei mosaici di Ravenna.

Naturalmente, anche Benito Mussolini –nato a Predappio – fa parte della storia romagnola. È impossibile raccontare il Novecento senza fare i conti con il suo nome. Senza indulgere né demonizzare, Mussolini rappresenta un nodo storico ancora irrisolto, una figura che continua a dividere e interrogare, specchio delle passioni della modernità politica.

Infine, c’è la Romagna culturale: quella che magistralmente ha proposto Federico Fellini rievocando nel suo cinema straordinario con i suoi sogni intrecciati ai ricordi d’infanzia, la Ravenna che ospitò Dante, offrendo al poeta esule il suo ultimo rifugio terreno, e la Rimini che accolse la predicazione di Sant’Antonio di Padova.»

Terra anche di grandi donne

«Vero, e sarebbe impossibile essere esaustivi. Dalla grande imperatrice Galla Placidia, custode di un’eredità culturale e spirituale straordinaria, alla poetica e tragica Francesca da Rimini, figura simbolica della passione e del destino, fino a donne del nostro tempo come la beata Benedetta Bianchi Porro, che attraverso la sofferenza ha testimoniato la forza della fede e della dignità umana. Le donne non sono solo protagoniste della storia, ma spesso ne sono l’anima: sono quelle che ricompongono ciò che si rompe, che costruiscono nella continuità, che custodiscono la vita e la memoria. In una società distratta dall’apparenza e dalla velocità, sono le donne – nella loro quotidiana capacità di resistere, amare e generare senso – la risorsa più profonda dell’umanità.»

Come è strutturato il blog?

«Romagna Più si articola in diverse categorie tematiche: attualità, politica, economia, cultura e stile di vita. Pur non essendo ancora una testata giornalistica ufficiale, auspichiamo di evolvere verso un’informazione più strutturata e rigorosa, con un’attenzione particolare a temi spesso trascurate. Cercheremo di essere obiettivi e ancorati alla realtà: come ricorda G.K. Chesterton:

“La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà…
Accenderemo fuochi per testimoniare che due più due fa quattro.
Sguaineremo spade per dimostrare che le foglie sono verdi in estate…
Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili…
Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio”.

Il nostro realismo è questo: difendere le evidenze contro i falsi miti, dando voce a problemi concreti dei cittadini e contribuendo, con umiltà, a cercare soluzioni.»

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