Il confine tra ordine pubblico e libertà urbana si sposta lungo i binari ferroviari.
L’evoluzione delle politiche di sicurezza urbana in Italia sta attraversando una fase di profonda trasformazione normativa, trovando nel cuore della Romagna un nuovo terreno di confronto istituzionale. Al centro del dibattito si pone la mozione presentata da Alvaro Ancisi, decano dell’opposizione e capogruppo di Lista per Ravenna, che propone l’istituzione di una «zona rossa urbana» nell’area della stazione ferroviaria, ricalcando un modello già sperimentato con diverse sfumature in varie metropoli del Paese.
Il concetto di «zona rossa», introdotto su direttiva del Ministero dell’Interno a fine 2024, non nasce come misura urbanistica, bensì come strumento di pubblica sicurezza a tempo determinato. La ratio legislativa risiede nel conferire ai Prefetti poteri speciali per interdire l’accesso e la permanenza a soggetti già noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, la persona o lo spaccio di stupefacenti. Se finora tali provvedimenti sono stati adottati in contesti di urgenza, il nuovo «Pacchetto sicurezza» mira a una stabilizzazione della norma, trasformandola in un dispositivo strutturale per aree critiche, non più limitato a casi eccezionali.
I dati provenienti dal Veneto offrono un quadro documentato dell’applicazione di tale strategia. Nei capoluoghi di Padova, Vicenza, Verona e Rovigo, le misure sono state rinnovate a seguito di valutazioni prefettizie, mentre a Treviso e Venezia i provvedimenti sono giunti a scadenza naturale con esiti quantificati come positivi. Le autorità locali, tra cui la presidenza dell’ANCI regionale, hanno riferito un incremento della fruibilità degli spazi pubblici e una riduzione degli episodi di microcriminalità, sottolineando come l’allontanamento dei soggetti pericolosi abbia inciso sulla percezione di sicurezza dei residenti e degli operatori commerciali.
A Ravenna, la richiesta di valutare la fattibilità di una zona rossa nasce dalla segnalata frequenza di episodi delittuosi all’interno e nei pressi dello scalo. La mozione impegna il Sindaco e la Giunta a un’interlocuzione diretta con il Prefetto, titolare ultimo della decisione. L’obiettivo è verificare se la pressione dei fatti illegali richieda l’attivazione di questo regime restrittivo, che vieterebbe la sosta nell’area a chi ha precedenti per comportamenti molesti, violenti o spaccio.
A sostegno di tale iniziativa, Alvaro Ancisi, consigliere comunale di Lista per Ravenna, ha dichiarato: «L’intensificarsi in zona stazione ferroviaria di Ravenna, addirittura anche all’interno della stazione, di una situazione di grave insicurezza, col ripetersi costante di fatti illegali o delittuosi, suggerisce l’opportunità che ne sia istituita una anche in tale contesto».



