La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha visitato ieri la comunità terapeutica di San Patrignano dopo il suo intervento al Meeting di Rimini per l’Amicizia fra i Popoli. La visita, definita «privata» dallo staff ma annunciata dalla stessa premier dal palco del Meeting, si è svolta durante l’ora di pranzo nella sala mensa della comunità, dove Meloni ha incontrato i ragazzi in percorso di recupero.
Il messaggio ai giovani in comunità
La premier è stata accolta dagli applausi degli ospiti della comunità e ha risposto con parole di incoraggiamento: «Voi avete applaudito me ma sono io che devo applaudire voi, siete persone che sono inciampate e si sono rimesse in piedi, e quando uscirete da qui voi avrete qualcosa da insegnare agli altri».
Durante il breve intervento, Meloni ha sottolineato il coraggio necessario per affrontare il percorso di recupero: «Ci vuole una grande forza, coraggio, umanità per fare il percorso che state facendo, io sono una persona che deve imparare qualcosa da voi». Il messaggio si è concluso con un augurio: «In bocca al lupo per il vostro futuro, credete sempre in quello che siete».

L’impegno istituzionale verso le comunità terapeutiche
La presidente del Consiglio ha rinnovato l’impegno del governo verso la realtà di San Patrignano: «È una realtà, voglio dirlo a ciascuno di voi, che potrà sempre contare sul governo italiano». Meloni ha precisato di conoscere già la struttura, non essendo «la prima volta che visito» la comunità fondata da Vincenzo Muccioli.
La visita rientra in una strategia più ampia del governo sulla lotta alle dipendenze. Nel suo intervento al Meeting di Rimini, Meloni aveva già affrontato il tema della droga dichiarando: «La droga fa schifo, distrugge la vita, ti riduce schiavo», ma aveva anche sottolineato che «se cadi nella dipendenza non sei perduto» e che chi chiede aiuto «troverà qualcosa disposto a prenderti per mano».
La filosofia del recupero secondo la premier
Nel messaggio diffuso successivamente alla visita, Meloni ha delineato la sua visione sulla lotta alle dipendenze, definendo necessario «il coraggio di affermare cose semplici, ma per troppo tempo negate da ideologie irragionevoli». Tra queste, il riconoscimento che «la droga distrugge la vita, ti promette qualcosa che non può darti e mentre lo fa ti riduce a uno schiavo».
La premier ha evidenziato l’importanza delle comunità terapeutiche nel panorama nazionale, definendo San Patrignano parte di uno «straordinario mondo fatto di comunità, servizi, volontari e operatori che opera ogni giorno per restituire una speranza a chi l’aveva perduta». Il sostegno dello Stato a queste realtà viene descritto come una «meravigliosa fatica, carica di amore, di speranza e di futuro», pur riconoscendo che si tratta della «strada più impervia e più faticosa».



