Milano Marittima – Nell’attuale panorama musicale, caratterizzato da una frammentazione crescente e una costante specializzazione dei generi, la figura di Vera Della Scala si distingue come esempio di innovazione trasversale. Soprano lirico formatasi presso il Conservatorio “B. Maderna” di Cesena, ha saputo individuare nel metal sinfonico e nel crossover non solo un terreno espressivo personale, ma anche un’importante occasione di ridefinizione dei confini della musica contemporanea, come dimostrato dal progetto Eretika e dalle numerose collaborazioni di rilievo internazionale.

Le radici: quando il mare incontra la musica
«La musica ha sempre fatto parte della mia vita», racconta Vera, ripercorrendo le origini della sua vocazione. «Provengo da una famiglia di balneari e ristoratori, e ricordo con affetto le serate estive in cui mio padre organizzava concerti al mare. Il clima di festa e il suono delle onde si fondevano con le melodie delle band emergenti – tra cui anche “I Giganti” con la loro “Mai le dirò”. Fin da piccola sono cresciuta in un ambiente che valorizzava sia l’arte che il turismo, e l’organizzazione di concerti mi riporta ancora oggi a quei momenti piacevoli».
Ma è l’inverno a regalare alla giovane Vera un’altra rivelazione decisiva: «Mi portava a un altro tipo di magia, quella dei film Disney, che mi hanno insegnato come la musica possa raccontare storie e accompagnare le immagini. L’esperienza del film Fantasia, in particolare, ha lasciato un’impronta profonda: ancora oggi, immagini e video sono una parte essenziale dei miei spettacoli».
L’opera come fondamenta per l’innovazione
Attualmente sta ultimando la laurea magistrale in Canto sotto la guida del maestro Simone Alberghini a Ravenna e si è perfezionata con maestri del calibro di Enrico Stinchelli, Paola Romanò e G. Peroni, oltre a Monica Boschetti. Un percorso accademico rigoroso che considera imprescindibile per chi voglia cimentarsi nel crossover: «Ritengo che l’opera lirica sia la base fondamentale per un cantante crossover, poiché permette di mantenere il fiato allenato e di avere una voce agile, soprattutto nel registro acuto».
La tecnica del Classical Crossover richiede una versatilità particolare: «La capacità di muoversi all’interno dello stesso brano tra la lirica e il pop. Questo si impara solo sperimentando, per trovare uno stile personale che sia facile e poco stancante. Tutta la “gavetta” fatta con le serate di musica leggera, mentre studiavo in Conservatorio, mi ha insegnato molto su come gestire il cambio di tecnica e le energie».
Un episodio significativo ha segnato la sua consapevolezza artistica: «Ricordo che un’insegnante in Conservatorio si arrabbiò quando vide un mio video in cui cantavo Stairway to Heaven dei Led Zeppelin. In quel momento mi sentii mortificata, ma capii che dovevo andare avanti e sperimentare entrambi i mondi per diventare l’artista che sono oggi».

L’incontro folgorante con il symphonic metal
Il punto di svolta arriva con la scoperta del symphonic metal: «L’incontro con questo genere, in particolare con i Nightwish, è stato folgorante. La voce del soprano Tarja Turunen si sposava perfettamente con le chitarre distorte e i bassi potenti. Questo genere musicale è per me come una colonna sonora da film: le orchestrazioni si uniscono alla raffinatezza delle voci liriche per creare un’esperienza sonora unica».
Da questa rivelazione nasce prima un tributo ai Nightwish, poi, nel 2023, il progetto Eretika: «Ha l’obiettivo di far conoscere il metal sinfonico a un pubblico più vasto. Nei live, oltre ai nostri inediti, proponiamo pezzi di altre band storiche e racconto la storia del genere. Con Eretika voglio essere una “raccontastorie” che porta in paesaggi sonori diversi».
Il metodo Dharma: corpo e voce in armonia
La preparazione artistica di Vera non si limita alla voce. La sua formazione decennale nella danza classica e la pratica costante dello yoga confluiscono nel metodo Dharma, sviluppato nel 2021: «La cura del corpo e lo sport aiutano a mantenere buone performance sul palco. Prima e dopo ogni esibizione, pratico yoga, che considero uno strumento di ascolto e gestione dello stress. Con il metodo Dharma applico queste conoscenze ai miei allievi di canto, unendo tecniche di yoga a vocalizzi specifici per la ricerca della propria voce».
Progetti futuri: dall’arpa celtica a Mozart
L’autunno si preannuncia ricco di impegni per l’artista romagnola. «Il nostro prossimo inedito con Eretika avrà il suono di un’arpa celtica con influenze arabeggianti, richiamando il sapore orientale del nostro primo singolo Hathor», anticipa. «Sto anche scrivendo una tesi sul Classical Crossover. Per ottobre preparerò la laurea magistrale, debutterò come Susanna nelle Nozze di Figaro di Mozart e uscirà un mio inedito crossover firmato Vera Della Scala, oltre a nuove collaborazioni nel settore pop lirico».
Un messaggio agli artisti in cerca di identità
Vera conclude con un messaggio di incoraggiamento rivolto agli artisti emergenti: «Spero che la mia musica possa ispirare chi cerca il proprio stile e si sente un po’ “fuori posto” nel panorama musicale. Non siete soli: l’importante è sperimentare con coraggio e fiducia. Alla fine, raccoglierete ciò che avete seminato».



