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giovedì 12 Marzo 2026
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Via Trieste, Ancisi (Lista per Ravenna): «Subito una pista ciclabile per i lavoratori del porto»

Un nuovo, drammatico incidente ha segnato le prime ore di martedì 15 luglio sulla via Trieste, la direttrice che collega Ravenna al mare e al cuore del porto commerciale. Un ciclista trentacinquenne, portuale che pedalava verso il lavoro, è stato travolto da una moto nell’atto di svoltare a sinistra dallo svincolo del cavalcavia verso la Classicana. Le conseguenze sono gravissime: l’uomo, soccorso con l’elisoccorso, è stato trasportato in codice rosso al trauma center Bufalini di Cesena. Il motociclista ventinovenne, coinvolto nello scontro, ha riportato ferite meno gravi, ma la dinamica dell’incidente testimonia una criticità già tristemente nota nella zona.

Solo otto mesi fa, il 29 settembre 2024, la scena si era già ripetuta: stesso punto, stesse prime ore del mattino. Allora toccò a un giovane bengalese di 24 anni, investito da un’auto e ricoverato d’urgenza al Bufalini: «Un tragico déjà-vu», denunciano i lavoratori e chi da tempo chiede più sicurezza sulle arterie che portano al porto.

L’allarme di Lista per Ravenna: «Incidenti annunciati»

Ad alzare nuovamente la voce è Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, che già nel luglio 2024 aveva depositato un’interrogazione rivolta al sindaco Michele de Pascale proprio su questo nodo nevralgico della viabilità: «Serve subito una pista ciclabile per i lavoratori portuali privi di auto», ribadisce Ancisi. «Molti ciclisti, non avendo alternativa né un servizio di trasporto pubblico adeguato, si trovano quotidianamente a percorrere via Trieste fra le sei e le otto del mattino, in assenza di qualsiasi infrastruttura sicura. Così, sono costretti a transitare lungo la banchina, talvolta imboccando contromano l’uscita verso il porto, con rischi elevatissimi».

Non è una profezia, ma la fedele fotografia di una situazione che, solo in un anno, ha prodotto due incidenti quasi identici. «Le autorità competenti devono agire ora — ammonisce Ancisi —: la pista ciclabile è un’urgenza civile, non possiamo più aspettare che il prossimo bollettino sia un decesso».

Le risposte istituzionali e le attese

La Giunta comunale non si è detta insensibile all’appello. L’assessore alla Mobilità, Gianandrea Baroncini, ha richiamato il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), che tra le priorità include il collegamento fra rete ciclabile cittadina e zona portuale sulla destra del canale Candiano. «La realizzazione del tracciato sarà concordata con le autorità portuali, per garantire la continuità fra il centro urbano e via dell’Idrovora», spiega Baroncini.

Non solo: la Regione Emilia-Romagna, con il bando LAB MOVE-UP, ha affidato al Comune e a diversi partner un progetto pilota per la mobilità sostenibile dei lavoratori del porto, partito a giugno 2024.

La richiesta: non c’è più tempo

Alvaro Ancisi incalza ora la nuova Giunta Barattoni: «Alla città interessa sapere a che punto sono questi progetti e, soprattutto, quando ravennati e lavoratori potranno davvero contare su un percorso sicuro. L’assenza di una pista ciclabile fra Ravenna e il porto non è più una questione di opportunità, ma di urgenza sociale».
«Non possiamo — conclude — tollerare che tragedie così si ripetano. Non possiamo più aspettare».

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