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venerdì 16 Gennaio 2026
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Viabilità a Porto Corsini e area Sapir: una questione critica per la credibilità infrastrutturale di Ravenna

Il termine «basta» è ormai ricorrente tra autotrasportatori, residenti e operatori portuali. La situazione viaria tra Sapir, il terminal container, la Darsena San Vitale e Porto Corsini rappresenta emblematicamente una gestione amministrativa insoddisfacente: il manto stradale è compromesso, si registrano buche profonde, asfalto cedevole, sistemi di scolo ostruiti e frequenti allagamenti in caso di pioggia. Queste criticità si rilevano in una delle aree economicamente più strategiche per Ravenna e l’intero bacino adriatico.
Non si tratta di arterie secondarie, ma dell’asse portuale principale: via Classicana, via Paleocapa, via Zani, via Muti, via Darsena San Vitale. Ogni giorno circolano centinaia di mezzi pesanti, rendendo la situazione particolarmente gravosa per gli operatori portuali, che si trovano a lavorare in condizioni che contraddicono le ambizioni logistiche avanzate in sede elettorale.
A ciò si aggiunge il crescente malcontento della popolazione locale. Ad agosto e ottobre 2024 i residenti di Porto Corsini hanno manifestato contro l’ingente presenza di pullman crocieristici e mezzi pesanti, in particolare lungo via Molo San Filippo, ormai simbolo di incuria e pericolo. Le richieste avanzate – limiti di velocità effettivi, senso unico, attraversamenti pedonali rialzati – sono state formalizzate mediante cartelli, cortei automobilistici e comunicazioni al Prefetto. Il messaggio della cittadinanza è inequivocabile: «il paese sta soffocando».
A seguito delle istanze promosse da Alvaro Ancisi, leader di Lista per Ravenna, sono stati realizzati due attraversamenti pedonali rialzati e due incroci rialzati proprio su via Molo San Filippo. Un segnale di ascolto, certamente, ma che non può essere considerato risolutivo: si tratta di misure parziali, palliativi che non incidono in modo sostanziale su una viabilità compromessa da anni di inerzia.
Le criticità strutturali del paese sono molteplici e affondano le radici in scelte urbanistiche e politiche mai risolte. L’accesso a Porto Corsini tramite via Canale Magni è formalmente interdetto ai mezzi superiori a 80 quintali, ma viene quotidianamente percorso da veicoli pesanti che ne hanno compromesso il fondo stradale. La rotonda prevista all’ingresso del paese è finanziata da anni ma non ancora realizzata. La stazione del terminal crociere è stata costruita senza una viabilità dedicata esterna al centro abitato, costringendo centinaia di mezzi – tra cui autobus, taxi, autobotti e pulmini – a transitare unicamente su via Molo San Filippo. A tutto ciò si somma il traffico generato dal
traghetto per Marina di Ravenna, con circa 100.000 veicoli all’anno che attraversano l’intero paese per raggiungere un approdo collocato in fondo all’abitato, invece che in ingresso, come logica avrebbe suggerito.
Persino l’area camper – caso singolare – è situata nelle adiacenze del centro urbano, obbligando al passaggio continuo dei mezzi ricreativi attraverso le vie principali del paese. Recentemente, gli ultimi lembi di verde pubblico sono stati convertiti in parcheggi riservati alle auto dei crocieristi, privando bambini e famiglie degli spazi residui per il gioco e la socialità. «Un paese ignorato ma sfruttato», denunciano i residenti, «su cui si costruisce business sulla pelle della comunità».

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