Con una comunicazione inviata via email, la piattaforma Blogger, di proprietà di Google, ha rimosso senza alcuna spiegazione convincente il blog Messainlatino.it, attivo dal 2007, con oltre 22.000 articoli pubblicati e oltre un milione di visite mensili, per presunta violazione delle norme contro lo «hate speech», qualunque cosa ciò possa voler dire.
Nessun dettaglio ulteriore è stato fornito, se non il riferimento generico a questa politica, ma si può supporre che la decisione sia legata alla precedente rimozione (poi revocata) di singoli articoli che contenevano posizioni perfettamente in linea con la dottrina ufficiale della Chiesa cattolica, come un’intervista a monsignor Joseph Edward Strickland contraria all’ammissione delle donne al diaconato, uno studio sulla Massoneria del professor Corrado Gnerre, un richiamo alla posizione del Magistero in merito al gay pride e perfino un post di oltre dieci anni fa con un video sul fondatore del movimento neocatecumenale. La Redazione del blog, coordinata da Luigi Casalini, ha reagito immediatamente con una diffida legale inviata a Google, richiamando la violazione della libertà costituzionale di espressione e la pericolosa deriva di censura ideologica che colpisce anche chi si limita a riportare insegnamenti religiosi pubblicamente riconosciuti.
La pubblicazione del rapporto n. 03/2020-ED della Congregazione per la dottrina della fede, consegnato nel febbraio 2021, da parte di Diane Montagna ha anche riacceso il dibattito attorno alle reali motivazioni di Traditionis Custodes, il documento con cui papa Francesco ha inteso restringere la libertà di celebrazione della Messa in latino, secondo il rito preconciliare o di San Pio V. Già nei giorni precedenti alla sua rimozione dalla piattaforma Blogger, i documenti diffusi – la cui originalità non è stata smentita dalla Sala Stampa della Santa Sede, che pure ha cercato di contestualizzarla – evidenziano che il defunto papa Francesco avrebbe deliberatamente fuorviato l’opinione pubblica, presentando come motivo principale delle restrizioni liturgiche una presunta richiesta generalizzata da parte dell’episcopato mondiale, smentita tuttavia dalla documentazione che il pontefice argentino aveva voluto mantenere segreta e che è stata fatta filtrare da fonti vaticane dopo la sua dipartita.
La redazione ha parlato di un «imbroglio» messo in atto dalla corte del papa argentino: la pubblicazione di Traditionis Custodes era stata motivata da un’avversione ideologica verso la liturgia tradizionale ei suoi sostenitori – avversione di cui Bergoglio non fece mai alcun mistero, nemmeno pubblicamente – nonché dal desiderio di assecondare alcune frange più ideologicamente radicalizzate tra i sostenitori della nuova «Era» inaugurata dall’augusto argentino, in realtà conclusasi nel momento esatto della sua scomparsa, nonostante qualche anima particolarmente pia si affatichi a parlare di continuità fra il defunto e il pontefice regnante.
Si tratta di una lettura critica da tempo circolante in ambienti legati al mondo della Messa tradizionale, che conoscevano da indiscrezioni la natura del report vaticano, che ora ha trovato ora riscontri documentali concreti. Con la morte di papa Francesco, questa dinamica si è attenuata: anche alcuni suoi fans sfegatati «della prima ora», anche appartenenti al ceto ecclesiastico, e che ne cercavano l’intima vicinanza, sembrano oggi voler prendere le distanze da alcune sue scelte pastorali o di governo più divisive, per poter essere più agilmente «fruibili» nei nuovi equilibri vaticani.
Alla luce della rimozione del blog Messainlatino.it, della confermata autenticità del documento vaticano n. 03/2020-ED, e delle reazioni suscitate, si conferma l’urgenza di una riflessione più ampia e trasparente tanto sulla gestione della libertà di espressione nei mezzi digitali, quanto sulla necessità di una comunicazione ecclesiale fondata su elementi oggettivi e verificabili, soprattutto in ambiti così sensibili per la vita della Chiesa.
La redazione di Romagna Più esprime a quella di Messainlatino.it per questa rimozione ingiustificata di un’importante voce spesso critica e controcorrente, ma molto ben documentata e di grande interesse giornalistico.
Simone Ortolani



