l posizionamento e il successivo oscuramento notturno di un cartellone informativo sui rapporti tra Eni e lo Stato di Israele, affisso su un’edicola dismessa a Ravenna, aprono un caso politico e amministrativo. L’installazione, parte di una mobilitazione nazionale del collettivo napoletano LIBERI Edizioni sostenuta dagli attivisti del BDS, era stata coperta scatenando accuse di censura. Dopo settimane di silenzio dell’amministrazione, a fare chiarezza sulla dinamica è un’interrogazione question time di Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna.
La risposta ufficiale, firmata dal vicesindaco Eugenio Fusignani e datata 20 luglio, svela i retroscena dell’operazione: l’oscuramento provvisorio è stato eseguito da Ravenna Entrate S.p.A. su richiesta della Polizia Locale, in esecuzione di una «precisa disposizione della Questura di Ravenna» pervenuta il 30 giugno 2026. La motivazione formale risiede nel fatto che l’affissione originaria fosse del tutto priva di qualsiasi autorizzazione, e per questo sono in corso indagini di polizia giudiziaria per individuare gli autori.
Una ricostruzione che non convince affatto Ancisi, il quale contesta la natura stessa dell’intervento e i presunti segreti istruttori eccepiti dalla Giunta. Secondo l’esponente d’opposizione, si tratterebbe di una comune violazione amministrativa regolata dall’articolo 29 del Regolamento comunale sulle affissioni abusive. La norma prevede che il Comune intimi la rimozione ai responsabili o, in alternativa, ne consenta la sanatoria dietro indennità maggiorata del 50%.
«Bisognava faticosamente indagare per individuare gli autori del gesto abusivo, i cui organizzatori si erano manifestati apertamente in tutta Italia?» contesta Ancisi. «Ciò che appare strano è che su una competenza esclusiva del Comune sia dovuta intervenire la Questura per chiedere l’oscuramento». Il coordinamento BDS aveva infatti rivendicato l’azione chiedendo «che venga chiarito chi ha disposto la copertura dei manifesti e con quali motivazioni» e se vi fossero «richieste o pressioni da parte di ENI o di altri soggetti». «Si tratta di domande che riguardano il diritto di esprimere pubblicamente posizioni critiche nei confronti di uno dei principali gruppi economici del Paese e che, per questo, meritano una risposta pubblica».
Ancisi denuncia quella che definisce una «grande confusione sotto il cielo di questa città», accusando la Giunta di un silenzio ingiustificato su una vicenda di forte interesse pubblico per evitare scossoni politici interni alla maggioranza del Campo Largo. L’esponente di Lista per Ravenna conclude chiedendo totale trasparenza sul caso, annunciando battaglia e promettendo di portare l’intera documentazione direttamente al dibattito del Consiglio comunale.



