Il porto di Ravenna archivia il primo trimestre 2026 con un segno positivo: oltre 6,7 milioni di tonnellate movimentate, in crescita dell’1,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Un risultato che conferma la solidità dello scalo adriatico, trainato da una struttura multipurpose capace di bilanciare le dinamiche alterne dei diversi segmenti merceologici. Eppure, sullo sfondo di questi numeri incoraggianti, si allunga l’ombra dell’instabilità geopolitica globale.
Marzo in chiaroscuro: crescono metalli e fertilizzanti, soffrono i container
Il solo mese di marzo 2026 fa registrare una movimentazione di quasi 2,7 milioni di tonnellate, in rialzo dell’1,3% tendenziale. Le performance più brillanti arrivano dai combustibili minerali solidi (+218,4%), dai petroliferi (+74,9%) e dai prodotti metallurgici, che superano 650 mila tonnellate con un incremento del 10,1%. Notevole anche la crescita dei concimi (+33,3%), nonostante i rincari energetici che ne appesantiscono i costi di produzione, e degli agroalimentari liquidi (+13,4%).
Sul versante opposto, segnano il passo i prodotti chimici liquidi (-66,5%) e solidi (-23,4%), gli agroalimentari solidi (-24,3%) e i materiali da costruzione (-17,3%). I container risentono del confronto con un marzo 2025 eccezionalmente positivo: i TEUs cedono il 15,7% e la merce containerizzata il 17,8%. Una dinamica opposta caratterizza invece il ro-ro: i trailer della linea Ravenna-Catania crescono del 4,6% e la relativa merce del 15,7%.
Il trimestre regge: container in lieve attivo, trailer in forte crescita
L’orizzonte si allarga guardando all’intero primo trimestre. I container tornano in territorio positivo: oltre 53 mila TEUs con un incremento simbolico ma significativo dello 0,1%, e merce in container in aumento dell’1,2%. Eccellente la performance del ro-ro: quasi 17 mila trailer (+4,6%) e merce su ro-ro in crescita del 7,5%. Spiccano i concimi (+20,5%) e i petroliferi (+63,8%), questi ultimi alimentati anche dalle operazioni di rigassificazione. In calo, invece, i prodotti chimici liquidi (-40,6%), i metallurgici (-17,9%) e gli agroalimentari liquidi (-16,6%). Al terminal passeggeri, nel solo mese di marzo sono approdate 4 navi da crociera; complessivamente, nel trimestre le toccate sono state 5 con 280 passeggeri in transito.
Benevolo: «Il modello multipurpose ci protegge, ma i mercati devono sbloccarsi»
«I dati a consuntivo del mese di marzo consentono di chiudere il primo trimestre ancora con un segno positivo rispetto all’anno record del 2025» ha dichiarato Francesco Benevolo, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centro-Settentrionale. Il numero uno dello scalo ravennate riconosce nel carattere multipurpose del porto il principale fattore di resilienza: la capacità di servire filiere eterogenee — dall’energia all’agroalimentare, dalla siderurgia alla logistica — consente di ammortizzare le flessioni settoriali con compensazioni trasversali.
Tuttavia, l’avvertimento è netto: «Se nelle prossime settimane i mercati internazionali non riusciranno a sbloccarsi, temo che dovremo registrare un rallentamento dei traffici anche nel nostro porto». La crisi geopolitica in corso — con i suoi riflessi su dazi, rotte commerciali e fiducia degli operatori — rappresenta la variabile più insidiosa per le prospettive del secondo trimestre. Il porto di Ravenna, crocevia strategico per le materie prime del manifatturiero italiano, guarda avanti con cautela.



